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Vincenzo Esposito: “La mia pizzeria è il cuore pulsante della pizza verace napoletana”

Creatività, tecnica, manualità e cultura: tutto questo racchiude la sfiziosa pizza verace di Vincenzo Esposito, patron della Pizzeria Carmnella. Una pizzeria di antica tradizione napoletana dove le ricette tramandate da generazione con tocco di fantasia si trasformano in un’autentica pizza d’autore.

Nel cuore della splendida città di Napoli, nasce Pizzeria Carmnella (Via Cristoforo Marino 22 – Tel. 081 553 7425) un luogo dove la passione per la pizza si unisce all’amore per il territorio e per la gastronomica tradizionale napoletana, con un tocco di vivace creatività e ricerca del suo patron Vincenzo Esposito.

Può essere definita una storia d’amore per l’arte bianca tramandata da generazioni quella che ha visto nasce Pizzeria Carmnella nel lontano 1892, quando la bisnonna di Vincenzo Carmela Sorrentino (Carmnella), aprì una cantina dove serviva cucina napoletana e pizze fritte.
Rimasta vedova si risposò con Pasquale Russo che dalla loro unione nacque Gennaro e da questi Carmela, la madre di Vincenzo.

Agli inizi del 1900 l’attività fu trasferita nel quartiere delle Case Nuove, in zona stazione. Qui Salvatore Esposito collaborò inizialmente all’attività familiare e una volta andato in pensione, ha affiancato nuovamente Vincenzo.

Da qui inizia la fase di crescita formativa e di passione per la pizza di Vincenzo, un percorso importante seguito poi da un’esperienza in una delle pizzerie storiche della città, il Trianon presso via Pietro Colletta che ha forgiato la sua carriera, consentendogli di conquistare, oggi, con le sue creazioni, i palati più esigenti e attenti, frequentatori della pizzeria di famiglia.

LEGGI ANCHE: I segreti per realizzare la vera pizza napoletana

Vincenzo Esposito, artista creativo e genuino dell’arte bianca, propone le sue ottime pizze che parlano dell’antica tradizione napoletana, del territorio in cui si trova e dei suoi sapori veraci capaci di condurre il cliente verso un viaggio sensoriale unico nel suo genere.

“Troppo napoletana” così ama definire la sua pizza, un’espressione forte e ricca di significato per quello che rappresenta la pizza napoletana, il territorio in cui nasce e il suo popolo. Impreziosita da materie prime selezionate con cura e valorizzate su un disco di un impasto, lievitato e cotto secondo i canoni dello stile partenopeo si caratterizza per abbinamenti dal sapore deciso, avvolgente che cattura il palato degli avventori. Alla base della filosofia del locale, e del suo fondatore, c’è l’idea che il segreto delle cose veramente buone risieda nel tempo, nell’attenzione che si decide di dedicarvi e nell’arte innata.  

Tutto questo si traduce in menu dove anche qui la creatività e soprattutto l’identità emergono in modo prorompente per profumi, colori e sapori ricchi di storia e cultura. Un menu perfettamente organizzato che offre ampia scelta di fritti, e soprattutto di pizze divise secondo una categoria e un riferimento storico ben preciso, legato alla storia della sua famiglia: le pizze Carmnella alle origini, le pizze Carmenella 1892 – 1992; le pizze Carmnella 1991 – 2021, le pizze “imbuttunate” e ovviamente non mancano pizze con prodotti di stagione.

Per conoscere meglio l’idea che si cela dietro Pizzeria Carmnella abbiamo intervistato Vincenzo Esposito, patron di questa interessante realtà.

L’impasto della pizza è il punto di partenza dove l’autore esprime la sua arte e le sue idee. Raccontaci i segreti del tuo impasto.

L’impasto è una cosa semplice composto da solo quattro ingredienti genuini: acqua, farina, sale e lievito oltre a tanta passione e professionalità. A questo si aggiunge l’identità e gli aspetti gustativi che si vogliono dare alla pizza. Il mio obiettivo, ogni giorno, è quello di creare una pizza che abbia due caratteristiche fondamentali: la friabilità e la scioglievolezza.

Impasto e topping, oggi possiedono sempre più un legame indissolubile. Quali materie prime ami utilizzare per creare abbinamenti gustosi?

I latticini sono i protagonisti per eccellenza delle mie creazioni, fior di latte di prima scelta di Agerola indispensabile per ottenere una margherita indimenticabile. A seguire, fondamentale è la scelta di prodotti come il pomodoro di San Marzano e ancora, quando si parla di margherita, scelta d’obbligo è una spruzzata di pecorino romano, tanto basilico e un’olio extravergine italiano di qualità.

Ami utilizzare come topping preparazioni che provengono dal mondo della cucina tradizionale. Di quale pizza ci puoi parlare a tal proposito?

Tante sono le preparazioni inserite come topping sulle pizze che hanno sorpreso piacevolmente i miei clienti. Una di queste è la mia pizza Elena Ferrante, creata nel 2013, amata e ricercata negli anni da numerosi clienti e non solo, farcita con: ragù napoletano di lunga cottura, ricotta di cestino, fior di latte di Agerola, polpettine, formaggio, basilico riccio napoletano, olio extra vergine, pepe di Rimbas.

Qual è la pizza che meglio ti rappresenta?

Sono due: la margherita e la marinara presenti nel menu in diverse variazioni. Secondo me, queste sono le pizze che rappresentano perfettamente il concetto di innovazione.

Innovazione è creare una marinara diversa da quella classica senza stravolgerla, così nasce la Marinara a modo mio, la Marinara al salame, la Marinaresca. Queste sono le pizze che identificano il mio modo di vedere la pizza e l’arte che la contraddistingue nelle sue molteplici declinazioni.

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