Gabriele Bonci, il re del pane e della pizza, solito a sposare progetti in luoghi insoliti, ha sposato la sfida di un’apertura di un nuovo locale nel Terminillo, nota stazione sciistica frequentata dai romani.
È lo stesso Bonci a spiegare le ragioni che lo hanno portato a condividere il progetto «Conoscevo questo posto come tutti i romani, andata e ritorno in un giorno, amo la montagna e avevo idea di aprire qualcosa in quota da prima del Covid, ho già un progetto agricolo in Garfagnana, vicino Lucca».
Infatti nel 2019, in cerca di nuovi stimoli , trascorse un periodo a Careggine, sulle Alpi Apuane, per dar vita a un progetto agricolo oltre che a una pizzeria, nelle montagne della Garfagnana. Alla stessa maniera ha avviato nel 2021 colture di grano sugli Altipiani di Arcinazzo per l’autoproduzione di alcune tipologie di farine.
Del progetto sul Terminillo con l’apertura di un locale già lo aveva reso pubblico per tempo, non facendone mistero. La ragione è pure ovvia per la stazione sciistica a circa un’ora dalla Capitale, che rappresenta la meta privilegiata per gli amanti degli sport invernali e montani in arrivo da Roma e, in generale, da tutto il Lazio. Un potenziale pubblico di utenti ed estimatori che fanno presagire prospettive positive per il futuro dell’attività.
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Alleanze virtuose per l’allestimento dell’attività Bonci le ha avviate Bonci con i Monaci della Comunità della Trasfigurazione (la Fraternità si trova sempre in altura, a Pian De’ Valli), grazie all’incontro con Padre Mariano Pappalardo, che così testimonia, “Ci siamo conosciuti così – spiega padre Mariano Pappalardo – ci ha raccontato della sua devozione per san Francesco, dei grani speciali che coltiva vicino Greccio, è nata un’amicizia».
«Abbiamo iniziato con Vangelo e vino – prosegue padre Mariano – poi con il miele, invitando sommelier e apicoltori. Necessariamente quest’anno abbiamo pensato di soffermarci sul pane, perché il Vangelo nutre come il pane e porta con sé una buona notizia».
Infine determinante per definire l’accordo è stato l’intervento dello chef amico di Bonci, Ippolito Matteucci, del ristorante “Sfizi di Iri” di Terminillo con il quale si decide di avviare la collaborazione.






