Varcare la soglia de I Masanielli, a Caserta, non significa più soltanto entrare in una delle pizzerie più celebrate d’Italia. Oggi è come fare ingresso in un luogo sospeso, dove ogni elemento – dalla musica alle luci, dagli arredi al piatto – racconta un’estetica pensata, coerente, vibrante.
Francesco Martucci ha scelto di superare i confini dell’alta pizza per costruire un’esperienza sensoriale completa, capace di coinvolgere occhi, palato, memoria e cuore. Il restyling del locale è totale. A dominare è il nero, profondo e avvolgente, che accoglie i clienti in un’atmosfera elegante, quasi teatrale. Le pareti diventano tele: ospitano le opere pop-contemporanee dell’artista Riccardo Raul Papavero, dove appaiono icone come David Bowie, John Lennon, Elvis Presley. L’ambiente non è più solo “bello”, è un racconto visivo, capace di dialogare con ciò che accade nei piatti. Gli arredi, firmati dal brand danese 101 Copenhagen, rafforzano l’impatto estetico con un design essenziale e sofisticato.
Il cuore pulsante di questo nuovo percorso è una sala degustazione segreta, nascosta da una porta che si apre su un mondo parallelo. Solo cinque tavoli, venti posti. Un divano Chesterfield, luci calde e suoni analogici: qui la musica non è di sottofondo, è parte integrante del viaggio. Un impianto Hi-Fi ad alta fedeltà diffonde brani scelti con cura, da Leonard Cohen ai Velvet Underground, creando la giusta vibrazione per ogni portata. Poi arriva il menu degustazione. Otto assaggi, ma potremmo chiamarli capitoli di una narrazione sensoriale che intreccia ricordi d’infanzia, tecniche evolute e una visione precisa.

L’impasto classico accoglie la natica di angus casertana con aglio, prezzemolo, caciocavallo di Agnone, blu di bufala, mousse al lime e prezzemolo: un morso denso, profondo, intenso. C’è poi l’impasto ai semi con cottura vapore e forno, farro spelta e segale bianca, condito con fave, cicoria, pecorino di fossa e marmellata di cipolla: evocazione pura delle cucine delle nonne, ma con un rigore moderno. E ancora, “Olio e pomodoro” in tre cotture e sette varietà, che diventa un omaggio intelligente e sensibile alla cultura del Sud. Tutto è equilibrio e dettaglio. Nulla è casuale, eppure tutto è emotivo. Il costo della degustazione è di 70 euro – a cui si può aggiungere un pairing alcolico su richiesta – ma la sensazione, a fine esperienza, è quella di aver ricevuto molto più di un pasto.
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Per i clienti affezionati o per chi desidera restare nel perimetro della tradizione, le pizze alla carta sono sempre disponibili, con prezzi che partono da 7 euro. Ma il nuovo progetto di Martucci va oltre la logica della “buona pizza”. Qui si celebra un linguaggio diverso, profondo, artistico. Un modo di comunicare attraverso impasti, fermentazioni, ricordi e visioni. Francesco Martucci firma così un’evoluzione coraggiosa, coerente con il percorso che da anni lo vede protagonista indiscusso della scena gastronomica italiana. La sua pizzeria diventa una galleria di sapori dove tutto è studiato per far vivere al cliente un’esperienza totale. E quando esci, porti con te la sensazione di aver vissuto qualcosa che non si dimentica. Una pizza? No, molto di più. Un racconto.






