C’è chi impasta per mestiere, e chi impasta per necessità d’espressione. Leandro Mastromatteo appartiene alla seconda categoria: artigiano della pizza, sì, ma prima di tutto narratore di sapori.
La sua è una storia che parte dal banco della scuola alberghiera, prosegue tra i fornelli come cuoco, e sboccia – quasi per caso – attorno al forno a legna di casa. Ogni impasto è un tentativo. Ogni tentativo, un passo in più verso la scoperta di sé.
Nasce così una passione che si fa mestiere, con il passaggio dalle cucine alle pizzerie della sua città. Poi la Svizzera: quasi due anni lontano da casa che gli restituiscono visione, tecnica e consapevolezza. Ma il cuore resta a Civitavecchia, dove decide di tornare per portare la sua idea di pizza.
Nel 2022 arriva la svolta: partecipa a Pizza Senza Frontiere nella categoria napoletana e si aggiudica il primo posto con la sua Tre Pomodori, su oltre sessanta concorrenti. Una vittoria che segna l’inizio di una nuova fase. Nel maggio 2023 nasce ufficialmente Tre Pomodori, la pizzeria che oggi rappresenta il centro della visione gastronomica di Leandro. Un luogo dove la tradizione incontra la tecnica, e il rispetto per la materia prima si sposa con la voglia di sperimentare.
I prodotti sono selezionati con attenzione: presìdi Slow Food, ingredienti a chilometro zero, eccellenze italiane. Ogni impasto è studiato per garantire digeribilità, croccantezza, tenuta. Ogni pizza ha una storia. E ogni piatto parla una lingua diversa.
Già dagli antipasti, Leandro mostra il suo stile: tutte le fritture sono realizzate con panatura artigianale prodotta internamente, dettaglio apparentemente semplice che diventa firma riconoscibile. C’è il supplì al telefono, la crocchetta vegan con salsa olandese e pepe tellicherry, e poi lui: il provocatorio “Toast?” pan bauletto artigianale, tartare di gambero rosso, olio glaciale al basilico. Un manifesto, più che un antipasto.
Il menù si sviluppa in più direzioni. C’è la parte Old School, che nobilita le classiche (una su tutte, la Cosacca con Conciato Romano presidio Slow Food). Poi la sezione gourmet: la Gigi Rivoluzionaria, ad esempio, è una dichiarazione d’intenti. Vello d’oro di capra, blu di bufala, Parmigiano Reggiano 70 mesi, composta di albicocca del Vesuvio. Una pizza che osa, e vince.
Per i palati più curiosi, non manca la parte dedicata alle contaminazioni: la Alice con alici del Cantabrico, capperi disidratati e demi-glace di pomodoro giallo, o la Tre Pomodori XXX, omaggio alla ricetta che ha cambiato tutto.
Ma è nella tecnica che si riconosce la vera firma di Leandro. Due delle sue creazioni più raffinate, la Tre Pomodori Premium e la Mazzancolla, sono concepite per valorizzare appieno la tripla cottura – fritta, al forno o alla brace – un approccio che cambia radicalmente la percezione della pizza, amplificandone aromi, consistenze e intensità gustativa. In queste pizze, ogni elemento è calibrato per reagire in modo unico a ciascuna tecnica, trasformando la base in una tela sensoriale in continua evoluzione.
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Dopo appena due mesi dall’apertura, Tre Pomodori entra a far parte delle pizzerie eccellenti selezionate da 50 Top Pizza, venendo riconfermata anche per il biennio 2024/2025. Un risultato importante, che testimonia la qualità del progetto e la coerenza della sua visione.
Leandro, però, non si ferma. Sta già lavorando a un nuovo menù che vedrà la luce tra settembre e ottobre, con novità che mescolano audacia, ironia e tecnica: una focaccia al cioccolato con coda alla vaccinara e sedano, una bomba alla carbonara e persino un panettone artigianale homemade. Più che un menù, un atto creativo.






