Dietro ogni grande pizza c’è una storia – una storia fatta di mani, tempo e intuizione. Quando vissuta come una vera vocazione, l’arte del pizzaiolo diventa un linguaggio capace di esprimere territori, emozioni e ricordi. Incontrare un pizzaiolo rinomato non significa solo parlare di farine e fermentazioni, ma scoprire un mondo di visioni, esperimenti, errori e piccoli segreti gelosamente custoditi.
Susanna “Susy” Di Cosimo è tutto questo: determinazione, curiosità, sensibilità e coraggio. La sua è una storia che unisce Napoli all’India, due mondi lontani che si incontrano ogni giorno sul disco perfetto di un impasto napoletano.
Quando le si chiede della sua prima pizza, sorride: “È l’esperienza che ricordo di più. Mio padre era bravo a preparare la torta al testo, appresa in Umbria, dove abbiamo vissuto per un periodo. Con mia madre invece facevamo le pizzelle con il pomodoro o la focaccia in teglia. La pizza napoletana era una festa: la mangiavamo in pizzeria, sotto casa.”
Un ricordo semplice, genuino, che diventa il seme di una passione destinata a crescere lontano da casa.
Susy è arrivata in India nel 2013 e, prima di aprire la sua pizzeria, gestiva un’agenzia di viaggi dedicata ai turisti italiani. Durante il lockdown del 2020, però, qualcosa cambia. L’isolamento diventa introspezione, e la cucina si trasforma in un linguaggio di connessione e rinascita.
“Il mio percorso è iniziato in quei mesi. Ho studiato tutto: farine, tecniche d’impasto, metodi di fermentazione. Mi sono formata grazie al web, ai maestri italiani e alla curiosità che non mi ha mai lasciata. È stato un periodo difficile ma anche straordinario: avevo finalmente il tempo di imparare.”
Oggi Pizzeria da Susy, fondata nel 2021 a Gurugram, è una delle più rinomate del continente asiatico. Il menù mescola i classici partenopei — Margherita, Marinara, Diavola — con creazioni che raccontano l’incontro tra Italia e India.
“In pieno inverno qui compaiono le foglie di senape — spiega — e io le cucino proprio come i friarielli. Al primo morso mi vengono gli occhi lucidi: è come ritrovare i sapori di casa.”
Nonostante le difficoltà legate alle importazioni e ai costi delle materie prime, Susy non ha mai rinunciato alla qualità. Le farine italiane, i pomodori dell’Agro Nocerino-Sarnese, l’olio extravergine d’oliva e i salumi italiani restano per lei imprescindibili.
“Il gusto dev’essere armonioso — dice — anche in un Paese dove si ama il piccante, il masala, il pollo. Io resto fedele all’equilibrio italiano, concedendomi solo qualche piccola contaminazione.”
La sua forza, però, non è solo tecnica. È umana.
“All’inizio facevo tutto da sola. Andavo al mercato, impastavo, infornavo, pulivo, scattavo foto, gestivo i social. Mio marito mi aiutava come poteva, ma il resto era sulle mie spalle. Ogni cliente era una piccola vittoria. E pensare che all’epoca in India si conosceva solo la pizza americana dei fast food, considerata junk food! Oggi, invece, la pizza napoletana è ovunque — perfino sui carretti dello street food.”
Le difficoltà logistiche sono quotidiane.
«Solo ieri — racconta — siamo rimasti senza gas per tre ore per via di una tubatura rotta. In estate si superano i 50 gradi, l’umidità è altissima, e gestire le lievitazioni è una sfida continua. Ma non ho mai pensato di arrendermi.»
La determinazione di Susy è quella di chi ha costruito tutto con le proprie mani.
«Forse non mi rendo ancora conto di quanto sia stato difficile. All’epoca sentivo solo entusiasmo, nient’altro.»
Quando le si chiede quale sia l’elemento intoccabile della sua pizza, risponde dopo una pausa:
“L’armonia. È ciò che porto avanti sempre. L’impasto, i pomodori, la cottura… tutto deve suonare insieme come una melodia. Anche in India, dove i sapori sono estremi, io cerco l’equilibrio.” Ogni nuova pizza nasce da un’idea precisa o da una scintilla improvvisa.
“La maggior parte parte dalla tradizione, perché voglio far conoscere la pizza italiana autentica. Ma mi piace sperimentare, anche grazie ai viaggi in Giappone o Thailandia, dove ho scoperto accostamenti sorprendenti.”
Così nascono creazioni come la Spinaci e Ricotta, ormai un classico del locale: base di crema di spinaci, mozzarella di bufala, patatine al rosmarino, ciuffi di ricotta, pomodori essiccati e una macinata di pepe nero.
“All’inizio sembrava un abbinamento insolito – ricorda – ma oggi è una delle pizze più amate. È un perfetto equilibrio tra comfort, creatività e identità italiana reinterpretata con grazia indiana.”
In un Paese dove le leggi sugli alcolici sono severe, gli abbinamenti con vino o birra restano una sfida. “Collaboriamo con un sommelier per proporre degustazioni speciali. È un lavoro lento, serve educare al gusto, ma i risultati ci sono.”
“Lavoriamo con farine italiane e lievito di birra, controllando ogni fase. Le nostre pizzerie sono aperte sette giorni su sette, dalle 12 alle 23, e non possiamo lasciare nulla al caso. La costanza è la chiave della qualità.”
Nel 2025 Pizzeria da Susy ha raggiunto traguardi straordinari: 6ª nella classifica Asia-Pacific di 50 Top Pizza, 35ª al mondo e Pizza Maker of the Year – Ferrarelle Award per Susanna Di Cosimo. È stata inoltre segnalata da The Best Chef, piattaforma internazionale che celebra i talenti gastronomici più innovativi del mondo.
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“Ogni riconoscimento è una sorpresa, una spinta a fare meglio. Mi ricorda che la strada è quella giusta, anche se lontana da casa.”
Oggi Susy guida due pizzerie a Gurugram e continua a essere ambasciatrice autentica della pizza napoletana nel mondo. Le sue mani raccontano un’Italia che non si ferma, che si adatta e risplende anche a migliaia di chilometri di distanza. Un’arte che parte dal forno ma parla di vita: di pazienza, di radici, di sogni che lievitano – anche sotto il sole dell’India.







