C’è chi fa la pizza, e poi c’è chi la ripensa da capo, la destruttura, la eleva, la reinventa come gesto d’autore. È questo l’approccio che Simone Padoan porta avanti da trent’anni nel suo laboratorio creativo, I Tigli, a San Bonifacio.
Oggi, la sua visione conquista un nuovo riconoscimento: il 4° posto nella classifica 50 Top Pizza Italia 2025, prestigiosa guida che ogni anno fotografa il meglio del panorama nazionale. Un piazzamento di valore assoluto, che conferma la statura di Padoan come uno dei maestri più influenti della scena italiana.
Unico rappresentante veneto nella top ten, non è solo un risultato di merito, ma il segno concreto di una coerenza portata avanti nel tempo: quella di una pizza che non segue le mode, ma detta lo stile.
Dietro questo traguardo, c’è un lavoro artigianale che si muove in equilibrio tra tecnica panificatoria e ricerca gastronomica. Padoan ha sempre creduto che ogni impasto debba dialogare con ciò che lo completa. Per questo, nel suo menu, ogni pizza nasce con una base pensata ad hoc, farine studiate, fermentazioni calibrate e topping che non sono guarnizioni, ma parte integrante di una narrazione gastronomica.
Il risultato è un’esperienza che supera la concezione tradizionale della pizza: piatti porzionati, pensati per essere condivisi e degustati, dove il gusto si accompagna alla scoperta. Tra le sue creazioni più note, spiccano la focaccia di mais con baccalà mantecato, la proposta al piccione con fondo bruno, oppure combinazioni più audaci con foie gras, gamberi bianchi e culatello.
Sul palco del Teatro Manzoni di Milano, durante la presentazione ufficiale della guida, Padoan non si è limitato a ringraziare. Ha scelto di lanciare un messaggio chiaro: il futuro della pizza passa dalle mani di chi lavora ogni giorno con rigore e passione, non soltanto dai riflettori.
“È nel banco di lavoro che si cresce davvero”, ha detto. Parole semplici, ma pesanti come impasto ben idratato.
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La guida, curata da Albert Sapere, Barbara Guerra e Luciano Pignataro, celebra ogni anno l’eccellenza italiana. E quest’anno, tra le centinaia di nomi presenti, I Tigli continua a brillare come una stella che non ha mai smesso di generare luce propria.
Chi varca la soglia del locale veronese lo capisce subito: qui la pizza non è solo cibo. È linguaggio. È materia che parla. È un’esperienza che lascia il segno.






