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Scoperta una varietà di grano selvatico simile al Senatore Cappelli

L’Università Statale di Milano ha scoperto in Puglia una varietà di grano selvatico geneticamente simile al ‘Senatore Cappelli’, una tipologia utilizzata in Italia fino agli anni Sessanta e poi abbandonata perché meno produttiva di altri ibridi commerciali.

La scoperta è stata realizzata da un gruppo di scienziati del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali coordinati da Fernando Tateo, già Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari e Filippo Geuna, docente di Miglioramento Genetico e Arboricoltura che si è occupato del sequenziamento genetico della nuova varietà di grano. La ricerca è stata recentemente pubblicata su PLOS One e menzionata anche da Nature Italy.

Fernando Tateo ha individuato nel 2018 in Sud Italia la presenza della nuova varietà di grano denominandola ‘TB2018’ e, caratterizzandola chimicamente, ha intuito potersi trattare di una landrace riferibile a ‘Senatore Cappelli’. Il reimpianto ha confermato la somiglianza dei semi con quelli storicamente ascrivibili al grano duro di questa varietà, evidenziando anche una significativa riduzione dello stelo.

Grazie alla collaborazione del gruppo di genetisti, agronomi e tecnologi alimentari e al sequenziamento genomico della nuova varietà di grano, si è evidenziato che la nuova varietà ‘TB2018’ potrebbe essere derivata spontaneamente da quella precedente ma avrebbe sviluppato tratti genetici differenti che potrebbero renderla più interessante dal punto di vista agronomico.

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Coltivando la nuova varietà in condizioni controllate, i ricercatori hanno confermato di poter ottenere un fusto di altezza media di 110 centimetri, inferiore all’altezza media di 135 centimetri del fusto del ‘Senatore Cappelli’. Dalle analisi morfologiche e da quelle delle proteine solubili ottenute dalle farine, è emersa inoltre la somiglianza genetica con la varietà storica, rilevando anche che le radici emergenti dai semi nelle prime fasi di crescita sono più corte di quelle del ‘Senatore Cappelli’.

“Per studiare il genoma di TB2018 – spiega Filippo Geuna – abbiamo deciso di risequenziarlo utilizzando un genoma di riferimento per la specie più che utilizzare metodologie basate solo su marcatori molecolari che possono esplorare posizioni specifiche del genoma, e andava quindi realizzata un’analisi più completa. Nello specifico, per il grano duro abbiamo preso come riferimento il genoma della varietà ‘Svevo’, sequenziato per la prima volta nel 2019″.

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