Fortunato indirizzo di cucina romana di Testaccio inaugura la sua sede milanese, portando nella city i sapori autentici della Capitale e quel calore umano che solo Roma sa regalare.
Da qualche tempo, la cucina romana è entrata sempre più nella vita dei milanesi. Sono molti, infatti, gli indirizzi che negli ultimi anni hanno arricchito la scena gastronomica della città, portando con sé la veracità e l’identità della tradizione capitolina. Tra i più recenti, Romeo: dopo il successo di marzo a Testaccio, il locale di Massimo Scordino approda a Milano, in via Pietro Moscati 13, a due passi dall’Arco della Pace, con l’inaugurazione ufficiale fissata per giovedì 18 settembre.
Siamo stati da Romeo e abbiamo ritrovato la stessa anima che lo ha reso celebre a Roma: un luogo sincero, dove si respira la convivialità schietta delle trattorie di quartiere, ma con un tocco di eleganza milanese che non stona, anzi, si intreccia perfettamente al calore romano.
“Abbiamo deciso di aprire Romeo per celebrare la bellezza semplice e disarmante della cucina romana di ogni giorno – ci racconta Scordino – e se la scelta di Testaccio è stata di cuore, per via Moscati abbiamo voluto una zona curata ma viva, piena di colore e di energia. La stessa atmosfera rilassata e vivace che si trova nel nostro ristorante”.
L’ambiente, con i suoi 150 coperti e un ampio dehors, è informale ma curato. Le tovaglie a quadri bianchi e rossi evocano la Roma delle osterie di una volta, mentre i dettagli in legno e ferro aggiungono quel tocco urbano che ben si sposa con la Milano contemporanea. Romeo è il posto ideale per un pranzo di lavoro, una cena tra amici o una serata in famiglia, per condividere sapori autentici, senza formalismi ma con grande attenzione alla qualità.
Il menu è una dedica sentita alla cucina romana, pensato come un racconto che parte dagli antipasti e arriva ai dolci passando per i grandi classici della tradizione. Ogni piatto è preparato in casa, con materie prime eccellenti e rispetto assoluto per le ricette originali. Abbiamo assaggiato le polpette di bollito, un comfort food dal gusto pieno e sincero, e il carciofo alla giudia, perfettamente croccante fuori e tenero dentro, che da solo vale la visita.
I tonnarelli, fatti a mano ogni giorno, sono un inno alla romanità: ruvidi, corposi, nati per accogliere condimenti come la carbonara, la gricia o la cacio e pepe, che da Romeo arrivano al tavolo fumanti, avvolti nel profumo intenso del Pecorino Romano DOP Cibaria.
Tra i secondi, spiccano i saltimbocca alla romana e il petto di vitella alla fornara, entrambi cotti con tempi lenti e precisione quasi artigianale. E poi c’è la coda alla vaccinara, che porta con sé il sapore della memoria: tenera, succulenta, perfetta nella sua semplicità.
Anche i dolci meritano menzione: le zoccolette – palline di impasto della pizza fritte e servite con zucchero e cioccolato – sono un piccolo peccato di gola irresistibile, mentre la crostata ricotta e visciole profuma di casa e tradizione.
Da Romeo, anche la pizza ha un’anima precisa: sottile, fragrante, fedele alla scuola romana. La base è realizzata con una miscela di farine del Molino Mariani di Senigallia e cotta rigorosamente nel forno a legna. La consulenza è firmata da Daniele Di Grazia, mastro pizzaiolo di terza generazione e docente alla Gambero Rosso Academy, che ha saputo bilanciare tradizione e tecnica in una proposta coerente e gustosa. Tra le speciali, ci hanno conquistato la “Cesare“, con sfilacciato di pollo e patate, e la “Alicetta“, con filetti di alice, stracciatella e crumble di olive taggiasche: un incontro perfetto tra mare, cremosità e sapidità.
La carta dei vini, con un focus sulle cantine laziali – da Mottura a Castel De Paolis, da Carpineti a Casale del Giglio – accompagna con equilibrio ogni portata, offrendo anche etichette nazionali per chi ama spaziare.
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Romeo a Milano è più di una nuova apertura: è un ponte tra due città, tra la concretezza lombarda e la passionalità romana, tra l’efficienza del Nord e il calore del Sud. È il luogo dove un piatto di tonnarelli cacio e pepe può riportarti, anche solo per un’ora, sotto il sole di Trastevere. Un indirizzo che, siamo certi, farà parlare di sé: perché Roma, quando arriva a Milano, non passa mai inosservata.






