Domenica 30 novembre, al Salone delle Fontane all’EUR, si è tenuta la settima edizione di Panettone Maximo, il festival nazionale che in sette edizioni era diventato molto più di un semplice evento gastronomico: è stata una dichiarazione d’identità, un punto fermo del calendario enogastronomico italiano.
L’idea, nata da una visione di Fabio Carnevali e sostenuta da Regione Lazio, ARSIAL e Comune di Roma, ha trasformato la Capitale in una piazza privilegiata per chi lavora con dedizione sul grande lievitato italiano. Qui i panettoni non sono stati semplicemente assaggiati: sono stati letti, interpretati, raccontati. E giudicati, con competenza e rigore. 48 pasticcerie e forni hanno presentato i loro panettoni migliori.
Nei giorni precedenti, le prefinali del 24 e 26 novembre hanno decretato i 20 finalisti per categoria, e il 30 novembre si sono confrontati tutti: pronti a incontrare il pubblico e a raccontare il loro lavoro. Tra i giurati i nomi di Gino Fabbri, Angelo Musolino, Denis Dianin, Fabrizio Donatone, e per la sezione cioccolato il campione del mondo Davide Comaschi, oltre a firme autorevoli del giornalismo enogastronomico come Luigi Cremona, Alberto Lupini, Vincenzo Pagano e Valeria Maffei. La giuria ha garantito competenza, severità ed esperienza: nessuno sconto, nessuna simpatia. Solo tecnica, gusto, equilibrio.
E poi c’è stato lo spettacolo: Panettone Maximo è stato anche questo. Gli show cooking sono stati da sempre un momento centrale, vera passerella per la pasticceria d’alta ristorazione. Sono arrivati i pastry chef dei ristoranti a tre stelle Michelin – come Villa Crespi, Casa Perbellini, La Pergola, Atelier Moessmer – che non si sono limitati a far lievitare un panettone: lo hanno trasformato, reinterpretato, gli hanno dato una dimensione nuova.
Accanto a loro, si è confermata una tendenza che si sta affermando da qualche anno: chef e pizzaioli che hanno deciso di mettere le mani nel grande lievitato delle feste. Per loro è nato il premio Panettone Gourmet, che ha visto concorrere chef stellati e pizzaioli di fama nazionale come Gianfranco Pascucci, Ernesto Iaccarino, Francesco Apreda, Giuseppe Di Iorio, Vincenzo Russo, Ada Stifani, e i pizzaioli Luca Pezzetta, Massimiliano Prete, Pietro Marchi e Francesco Arnesano. Per loro era previsto un podio con i primi tre classificati, mentre tutti gli altri si sarebbero classificati ex aequo al quarto posto.
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Il festival è stato anche un luogo dove respirare l’atmosfera del Natale. Il Christmas Market ha offerto torrone, cioccolati, distillati, tartufi, nocciole: una vera dispensa delle feste pronta da portare a casa. Per i bambini è tornato il Christmas Village, con elfi, laboratori, foto con Babbo Natale. L’evento ha accolto tutti, famiglie incluse, senza perdere mai il suo carattere ricercato.
Tra le novità di quest’anno anche lo spazio Olea Dulcis, curato da Luigi Cremona: una sezione dedicata ai dolci delle feste realizzati con olio extravergine d’oliva, in un’ottica di sostenibilità e uso contemporaneo dell’olio in pasticceria.
Panettone Maximo, alla fine, è stato questo: un festival che ha raccontato il panettone come cultura, identità e artigianalità. Un appuntamento che ancora una volta ha confermato quanto il grande lievitato italiano sia un simbolo – prima ancora che un dolce.







