Una ricetta della tradizione porta avanti l’economia dei panifici: si tratta della focaccia, preparazione amata in ogni regione che, a suo modo, la ama in modo differente. Estremamente indicativo è il dato che emerge da Assitol, Associazione Italiana dell’Industria olearia, che riporta come il 40% del fatturato di un panificio è costituito dalla focacceria.
Dal punto di vista storico, la focaccia può essere considerata uno dei primi «street food» nella storia dell’alimentazione ed è vista ancora così anche nelle regioni che ne hanno fatto un’eccellenza come Liguria e Puglia. Un ruolo non marginale gioca l’olio extra vergine di oliva, a cui si devono tante diverse declinazioni.
«Dalla focaccia ligure, l’esempio più famoso di focaccia, a quella pugliese, la cultura locale entra in ogni singola ricetta grazie all’apporto dell’olio», sottolinea la presidente degli industriali dell’olio Anna Cane, presidente di Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria olearia.
«Ad ogni focaccia, si potrà coniugare l’olio, che, grazie ai suoi sentori e aromi, darà un sapore unico al prodotto», spiega Cane. L’idea è stata subito molto apprezzata dai panificatori presenti e che promette di essere molto interessante. L’olio non è un semplice condimento, ma un alimento a tutto tondo, un prodotto prezioso che dona personalità ad ogni preparazione. Persino la bruschetta, alla quale è stata dedicata la degustazione durante l’evento «Olio, non solo olio: le tante interpretazioni dell’extra vergine in cucina».
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L’incontro ha evidenziato come il prodotto oggi sia anche ricerca di nuovi piatti e abbinamenti. Dalla pietanza tradizionale alla ricetta gourmet, dal dolce alla mixology, questo prodotto si reinventa continuamente, facendo da ponte tra la tradizione e il futuro, tra la cucina di ieri e quella contemporanea. Un’ulteriore conferma di come l’olio sia diventato l’ambasciatore più efficace della nostra cultura alimentare.






