C’è un luogo, nel cuore della provincia di Taranto, dove la pizza non è solo un piatto: è un racconto, una tensione continua verso l’eccellenza, una dichiarazione d’amore per il territorio. Si chiama “Pomodoro e Basilico” e dal 2009, con discrezione e talento, ha scelto di andare controcorrente, scommettendo sulla qualità prima ancora che sulla quantità.
Alle porte del centro storico, nel cuore della Valle d’Itria, la pizzeria “Pomodoro e Basilico” propone pizze in stile napoletano, caratterizzate da un impasto elastico e da un vaporoso cornicione. La scelta in menu è ampia e si spazia da un’impeccabile margherita a proposte che esaltano topping di qualità, con un occhio di riguardo ai prodotti di aziende locali dell’eccellenza gastronomica.
Carta delle birre essenziale, molto più ricca la carta dei vini. Pochissimi coperti che caldeggiano la prenotazione e un servizio giovane, dinamico e cordiale.
Nel 2014, Stefano Lacarbonara e Monia, sua moglie e socia in questo progetto di vita e cucina, hanno deciso di cambiare rotta: dai 70 coperti della prima sede a un locale intimo da appena 20 posti. Una scelta radicale, pensata per avvicinare sempre di più l’ospite all’anima della loro cucina: ingredienti selezionati, una carta vini profonda e ricercata, un’attenzione millimetrica al dettaglio.
Ma è con l’arrivo in cucina del figlio Giuseppe, classe 2002, che la pizzeria prende il volo verso una nuova definizione di creatività. Appassionato di fermentazioni, sperimentazione e cucina molecolare, Giuseppe trasforma l’impasto in tela e le farciture in un linguaggio.
Oggi è lui il protagonista dietro al banco, affiancato dalla madre, mentre papà Stefano e il fratello minore Angelo accolgono in sala. Nel piatto, le parole chiave diventano: eleganza, consapevolezza, racconto.
Tra le proposte più identitarie c’è “La Grande Bellezza”, che abbina Prosciutto Crudo di Parma DOP, perline di Bufala e pomodori datterino confit: una pizza che unisce il Nord e il Sud dell’Italia in una sintesi armonica.
Raffinata e sorprendente la “Cubico”, una creazione a base di stracciatella, cetriolo, arachidi e peperoncino verde tritato, con una chiusura inaspettata data dalla granella di cocco. La “Piemontese” punta sulla profondità della carne: trita di Fassona, formaggio di bufala stagionato 20 mesi e un mix elegante di sale maldon e pepe.
Per chi ama i sapori vegetali, la “Ratatouille all’italiana” mette in scena zucchine e melanzane cotte al forno a legna con stracciatella, datterini confit e polvere di peperone crusco di Senise: un gioco dolce-sapido in perfetto equilibrio.
Ma è con la “Acqua di Mare” che si percepisce tutta la maestria del pizzaiolo nel trattare materie prime delicate e sapide: fiordilatte, prosciutto cotto all’acqua di mare di Mimmo La Vecchia, limone, cipolla croccante, olio evo e basilico fresco.
Una pizza che profuma di costa, con un equilibrio di sapori che non sovrasta mai il palato ma lo accompagna, come una brezza salmastra d’estate.
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Il percorso della pizzeria è stato riconosciuto nel tempo da guide prestigiose: due spicchi del Gambero Rosso, la presenza in 50 Top Pizza nella categoria delle Eccellenze, l’inserimento nella guida “Pizza&Cocktail” di Identità Golose come unica pizzeria della provincia di Taranto.
Un curriculum importante, costruito giorno dopo giorno con l’umiltà e la coerenza di chi sa dove vuole arrivare. Pomodoro e Basilico non è solo una pizzeria: è una dichiarazione d’intenti. È il posto giusto per chi cerca autenticità, studio, e un morso che racconta molto più di una semplice cena.






