A Pompei, a un passo dalla maestosa basilica e tra le vie di una città che profuma di storia e bellezza, Pizza, Fritti e Bistrot è un luogo che custodisce la più ricercata e profonda narrazione del “fare la pizza”. Realtà di Aniello Falanga, pizzaiolo, maestro e, come lui stesso si definisce, “conoscitore di farina e tecnico informatore di farina”, a sei mesi dall’apertura, è già presente nella prestigiosa guida 50 Top Pizza 2025.
“Non è la prima volche che un mio locale viene segnato nei 50 Top Pizza, diciamo che me lo aspettavo anche per questa pizzeria – afferma Aniello Falanga – Non sono presuntuoso però posso dire che mi aspetto tutto da chi mi segue perché prima o poi arriva qualcuno che ti dice: oh caspita, ma tu non sei uno qualunque anche in termini di prodotti”.
Falanga non ama le scorciatoie e il suo racconto si snoda tra i ricordi familiari e la filosofia di un prodotto ad oggi non più “contenitore da spazzatura” per “magazzini pizza”.
“All’inizio ho lavorato con questo cibo spazzatura – racconta Aniello Falanga – nel senso che nell’88 venivano in pizzeria a propormi prodotti per pizza, ma ad un certo punto mi sono autodifeso: la pizza non è un contenitore per spazzatura, perché devo usare la mozzarella per pizza e non un fior di latte da tavola?! I miei si occupavano di gastronomia e avevano grandi magazzini dove c’era di tutto e dove vi si poteva comprare anche cibo d’asporto – continua – Papà mi diceva sempre: Mangia poco, ma mangia bene; prendi poco, ma quello che mangi dev’essere buono. Da questi input decisi negli anni di trattare cibo buono, pulito, giusto e di sviluppare questo profilo strettamente legato alla biodiversità e valori simili”.
Dopo anni di successi in competizioni nazionali e internazionali, lezioni scolastiche e consulenza in Italia e all’estero, Antonio Falanga sceglie una dimensione più raccolta, intima, quasi spirituale, inaugurando Pizza Fritti&Bistrot, dove l’impasto diventa rito e i clienti diventano fedeli.
“A Pompei sono in una zona popolata – spiega Antonio Falanga – L’ottimo sistema di b&b mi consente di lavorare con numerosi turisti, ma vanto anche una corposa clientela locale e limitrofa che, se inizialmente si avventura poi si affeziona e fidelizza”
Il menu? Semplice, ma qualitativo. Due le pizze che raccontano più di mille parole: la Pezzo di storia, tributo alla pizza che gli valse un campionato e che oggi è icona della casa, con pomodorino rosso del Vesuvio, mozzarella di bufala, provola affumicata di bufala, provolone del Monaco, basilico e olio evo, e la Luisella, omaggio alla zia, con scarola tradizionale, capperi di Sicilia, uvetta, olive itrane, noci, provola affumicata, pomodorini rossi e giallo del Vesuvio, alici di Cetara e olio evo.
Tra i cavalli di battaglia anche la Margherita con pomodoro San Marzano, fior di latte, basilico e olio evo e la Marinara Dorata con pomodorino giallo del Vesuvio, origano, aglio, olio evo, pecorino romano, basilico. Ma a rendere il suo lavoro davvero unico è la ricerca quasi maniacale della materia prima. Falanga sceglie personalmente i fornitori, valuta le aziende agricole, studia il suo blend di farine. Nella sua pizza non troverete mai una 00 industriale.
“Negli ultimi 20 anni mi sono dedicato alle farine più tradizionali, non le chiamo grani antichi, ma grani tradizionali – afferma Aniello Falanga – Una volta a settimana propongo anche una pizza integrale al farro, utilizzando il farro di Molino Riggi”.
Attualmente lontano dai riflettori dei social, pur consapevole delle opportunità che ne potrebbero derivare, ma ben presente nel radar dei grandi intenditori, Aniello Falanga è un professionista del settore che della qualità ne ha fatto il proprio messaggio etico.
LEGGI ANCHE: “Centrale” per davvero: la pizzeria di Andrea Bongi entra nella 50 Top Pizza 2025
“Sono del parere che sarà sempre la qualità a premiare – dichiara Aniello Falanga – ed io non lo faccio per marketing, ma come benessere per la mia salute e quella dei miei ospiti”. E mentre tanti rincorrono la visibilità, lui coltiva fedeltà. La sua è una cucina fatta con le mani ma pensata con il cuore.






