Pizza del weekend questa settimana approda a Napoli e precisamente presso la Pizzeria Carmnella, un luogo dove la passione per la pizza si unisce all’amore per il territorio e per la gastronomica tradizionale napoletana.
Pizzeria Carmnella nasce nel lontano 1892, quando la bisnonna di Vincenzo Esposito, Carmela Sorrentino (Carmnella), aprì una cantina dove serviva cucina napoletana e pizze fritte.
Oggi nella mani di Vincenzo, artista creativo e genuino dell’arte bianca, nel cuore verace di Napoli propone le sue ottime pizze che parlano dell’antica tradizione napoletana, del territorio in cui si trova e dei suoi sapori veraci capaci di condurre il cliente verso un viaggio sensoriale unico nel suo genere.

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“Troppo napoletana” così ama definire la sua pizza, impreziosita da materie prime selezionate con cura e valorizzate su un disco di un impasto, lievitato e cotto secondo i canoni dello stile partenopeo. Proprio come la sua pizza, Elena Ferrante.
“Il nome di questa pizza richiama le origini ovvero, alla ricetta di un piatto della tradizione gastronomica napoletana domenicale. Dedicata a una donna che ha contribuito a rendere Napoli famosa in tutto il mondo grazie ai suoi romanzi” dichiara Vincenzo Esposito.
Impasto
1 kg di farina 00
750 ml di acqua fredda
3 gr di lievito
30 gr di sale
Versare prima il lievito nella farina, aggiungere l’80% dell’acqua e iniziare ad impastare; dopo aggiungere la parte rimanente poco alla volta (lo stesso procedimento se si usa una planetaria) per un totale di 15 minuti di lavorazione. Gli ultimi 3 minuti versare il sale e poi l’acqua, poi lasciare riposare l’impasto per almeno 1/2 ore. Successivamente formare i panetti e attendere 6/8 ore.
Forno a 220-230°
Topping
Ragù napoletano in cottura per 6/8 ore a fiamma lentissima e che contiene carne di manzo, cipolla e olio extra vergine d’oliva (da cui si formeranno le polpettine)
Ricotta fresca all’uscita
Pomodoro
Mozzarella
Basilico,
Pepe nero macinato
Olio extra vergine d’oliva
Abbinamento
L’abbinamento fra vino e ragù napoletano è si risolve con un’unica certezza: un vino rosso di grande struttura come il Taurasi Docg, elegantissimo rosso prodotto da uve Aglianico, riesce a combinarsi perfettamente con la vivace struttura del piatto.






