Certe promesse non si dimenticano. Soprattutto quelle fatte da bambini, quando la fame non è solo quella di cibo, ma di riscatto, calore e futuro.
Petra Antolini quella promessa se la porta ancora sulla pelle – e non solo in senso metaforico. Aveva sette anni quando chiese un pezzo di pizza ai villeggianti arrivati in montagna da Verona. Le fu negato. Tornò a casa piangendo, e la nonna le promise che le avrebbe insegnato a farla da sola.
Da allora, Petra lo giura: “Da grande avrò una pizzeria tutta mia, così non dovrò mai più chiedere una fetta a nessuno”.
Quella bambina oggi è una donna, una madre, una cuoca, una pioniera dell’arte bianca. Ma soprattutto è l’anima del Ristopizza Settimo Cielo, il locale aperto nel 2010 a Settimo di Pescantina, diventato in pochi anni un riferimento nazionale per chi cerca una pizza che non sia solo buona, ma che abbia qualcosa da dire.
Due Spicchi del Gambero Rosso ne riconoscono la qualità, ma è il racconto che Petra mette in ogni impasto a fare davvero la differenza. Al Settimo Cielo, ogni pizza è un’estensione della sua visione. Ogni ingrediente ha una storia, ogni scelta è ponderata.
“Sono testarda, solare, e creo sempre di getto. Non riesco a stare ferma. Appena finisco qualcosa, penso subito alla prossima idea”, racconta.
Il menù è il risultato di questa instancabile energia creativa. Dalla passione sfrenata per la pizza al piatto a quella per la pizza fritta proposta in due versioni, tutto parte dalla ricerca: farine selezionate, impasti ad alta idratazione, materie prime stagionali, salumi e formaggi del territorio.

La prima tipologia di fritta nasce dallo spicchio intero del panetto, ed è ispirata ai Sette Peccati Capitali:
- Ira, con capocollo piccante e ‘nduja
- Avarizia, con pomodoro San Marzano e ricotta affumicata
- Invidia, con tartare di filetto e scaglie di Monte Veronese
- Superbia, con stracciatella pugliese, acciughe del Cantabrico e limone grattugiato
- Gola, con crudo della Lessinia e stracciatella
- Accidia, con bufala campana, speck della Lessinia e Monte Veronese
- Lussuria, con mortadella al pistacchio e stracciatella
Poi c’è la seconda versione, tecnica e sorprendente: impasto ad alta idratazione, prima cottura in friggitrice per la morbidezza, seconda in forno per asciugatura e croccantezza.
Nascono così pizze servite a spicchi, come:
- Romeo, con stracciatella pugliese e coppa affinata al Recioto e all’Amarone
- Pulled Beef, con manzo affumicato, verze, carote e salsa dolce dell’Hosteria
- Angus, come una scarpetta con ragù veronese
- Roast Beef, con carne salà, rucola e grana
- Sala’, con carne salà di autoproduzione
La pizza al piatto è invece quella che Petra definisce “mia”: cornicione semplice, equilibrio assoluto, farciture che cambiano con le stagioni. Come l’attuale fuori menù con zucchine dell’orto dell’Hosteria, fiordilatte di Agerola, cotto Coati, Monte Veronese e fiori di zucchina fritti.
E se il gusto è al centro, l’inclusività lo è altrettanto. “Anni fa, un bambino celiaco mi chiese se da me avrebbe potuto mangiare tutto. Gli dissi di sì. E da allora ho mantenuto la promessa”.
Il Settimo Cielo offre l’intero menù anche in versione senza glutine, dalla pizza al piatto alla fritta, fino agli hamburger artigianali. Un reparto a parte, gestito con la stessa cura e la stessa ambizione.
Petra ha iniziato giovanissima nelle cucine stagionali, ha studiato all’alberghiero e poi Scienze Gastronomiche. Ha insegnato cucina, gestito mense, partecipato a progetti sociali, viaggiato con le Donne di Pizza Donne di Cuore, formato detenuti nei carceri e raccontato la pizza anche in TV, su La5 e La7.
Ma il cuore resta lì, al banco del Settimo Cielo, dove oggi lavora con il figlio Kevin Leone e il compagno Lorenzo, chef dell’Antica Hosteria al Corno, il secondo locale di famiglia aperto nel 2024.
Nel 2025 ha inaugurato anche Ca Lalba, un agribirrificio tra i monti, con orto, lieviti, animali e sogni ancora vivi.
E poi, c’è un dettaglio che racconta tutto: il giorno prima che uscisse la guida del Gambero Rosso, Petra si tatuò uno spicchio sul braccio, come auto-premio. “Non arrivava il riconoscimento, ma io sentivo di meritarmelo. E allora me lo sono tatuato. Il giorno dopo, uscirono i due Spicchi”.
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Petra Antolini oggi è una donna realizzata, ma mai completamente sazia. A 45 anni, con tre locali attivi e una comunità che la segue e la sostiene, guarda ancora avanti.
“Sono abbastanza soddisfatta, ma non troppo. So che dietro l’angolo c’è sempre qualcosa che mi aspetta”. E intanto, quella bambina che un giorno bramava una pizza negata, oggi accoglie chiunque al Settimo Cielo con una fetta che sa di talento, passione e riscatto.






