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Marco Quintili, il pizzaiolo che ha fatto della leggerezza la sua filosofia

Recentemente abbiamo incontrato Marco Quintili, noto pizzaiolo e imprenditore di successo, self made man grazie ai suoi locali sparsi per la penisola tra Torino, Roma, Napoli e Caserta, e abbiamo assaggiato la sua pizza tecnicamente napoletana, ma soprattutto leggerissima.

Durante il nostro incontro, il casertano Marco Quintili, ci ha subito ricordato il suo mentore Pinuccio, da poco scomparso, é stato proprio lui che ha acceso in lui l’amore per gli impasti sin da giovanissimo, all’epoca senza ne arte né parte, Marco ci ha poi raccontato l’evoluzione della sua professionalità maturata con la prima pizzeria di proprietà a Caserta, le docenze in tutta Europa, e infine l’approdo a Roma con il brand iQuintili, poi esteso anche ad altre città sempre con al fianco la moglie Laura, musa ispiratrice e importante colonna dell’impresa.

L’argomento pizza ha poi pervaso l’incontro e riteniamo sia di particolare importanza l’ossessione di Marco Quintili per la digeribilità e la leggerezza del prodotto offerto dai suoi locali. Sicuramente aiutato dalle peculiarità enzimatiche delle farine da lui impiegate, Quintili ha ribadito più volte questo concetto, aggiungendo all’ormai consolidata “maturazione” dell’impasto anche un altro aspetto, costituito dal peso del panetto che nei suoi locali è di soli 230 gr. In effetti oggi si tende anche a superare i 300 gr., probabilmente inseguendo la falsa equazione più ciccia = più cornicione alveolato, ottenendo invece solo una maggiore pesantezza della pizza.

Ciò può causare anche problemi di cottura interna del cornicione, ci é capitato fin troppo spesso, ed ovviamente anche una contrazione della spesa per coperto, diteci chi di voi, dopo una pizza così pesante, per quanto maturata e digeribile possa essere, é capace di ordinare anche un dessert o qualsiasi altra cosa da mangiare, piuttosto si consumano i cartoni della doggy bag! Insomma, l’idea di Marco Quintili é intelligente, tuttavia non é certamente una novità, avete visto o assaggiato la contestata pizza di Flavio Briatore? Dietro ad essa, oltre all’hype intorno alle materie prime eccellenti impiegate e il glamour tipico dei suoi locali, c’é un concetto di leggerezza, un disco di impasto sottilissimo, che sicuramente pesa anche meno di quello de iQuintili, studiato proprio per essere facilmente replicabile e soprattutto non appesantire gli stomaci dei suoi facoltosi clienti, in modo che possano ordinare dell’altro.

LEGGI ANCHE: Leggerezza e gusto, la pizza napoletana di Marco Quintili

In conclusione, Marco Quintili ci ha spinto ad una seria riflessione, bisogna iniziate a pensare di ridurre sostanziosamente il panetto delle pizze, a volte basta poco per migliorare un prodotto di per sé già ottimo, perché per fortuna, a prescindere della peso di questo benedetto panetto, di buone pizze oggi ce ne sono moltissime.

© Riproduzione riservata

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