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Maicol Izzo: “Il mondo della pizza fonte d’ispirazione per i miei piatti dall’anima gourmet”

Una cucina fatta di ricordi, emozioni, tanto studio e amore per la tecnica. Tutti elementi di successo che hanno reso l’offerta gastronomica di Piazzetta Milù vincente e ad oggi stellata, grazie a Maicol Izzo giovane chef dall’anima poliedrica.

Tante sono le esperienze che caratterizzano l’interessante storia di Maicol Izzo, oggi chef stellato di Piazzetta Milù Ristorante (Corso Alcide de Gasperi 23, Castellammare di Stabia – Tel. 081 871 5779).Vico Equense (Gennaro Esposito), Londra (Alain Ducasse), Barcellona (Albert Adrià), Costa Azzurra (Mauro Colagreco), Copenaghen (René Redzepi) sono solo alcuni dei nomi più importanti con cui Izzo è riuscito a confrontarsi.

Ma la passione e arte tecnica scorrono nel sangue di Izzo già da tanti anni, quando esattamente a Castellammare di Stabia il papà Michele e mamma Lucia nel 2003 decidono di aprire il locale di famiglia: Piazzetta Milù (Milù sta per Mi-chele e Lu-cia), una semplice realtà nata come pizzeria da asporto, per poi dimostrare tutta la sua eccellenza nella preparazione di piatti grazie ai figli Maicol, Valerio impegnato in sala, ed Emanuele.

Maicol ha mostrato subito il suo abile estro nel combinare l’arte della cucina italiana con la passione per il mondo dei lievitati, ed in particolare della pizza; due realtà che richiedono precisione, tecnica, pazienza e completa dedizione. Tanto da ricevere a soli 26 anni, nel 2020, il titolo dello chef campano più giovane e uno dei più giovani d’Italia per la conquista della tanto ambita Stella Michelin.

Nel 2021 è entrato a far parte della squadra di lavoro di René Redzepi al NOMA di Copenaghen, ritenuto il ristorante più influente al mondo degli ultimi anni. Fino a quando è tornato a casa e ha subito espresso nei suoi piatti tutto ciò che aveva imparato, ad oggi considerati dei veri e propri capolavori della gastronomia italiana.

Lo scorso anno Maicol Izzo, nel Teatro Grande di Brescia, a soli trent’anni, riceve le due stelle Michelin e il Premio “Young Chef Award” che lo consacrano come uno degli chef italiani più importanti in assoluto nel panorama gastronomico italiano e internazionale.

Dimostrazione della sua accurata ricerca e studio delle materie prime, comprese quelle appartenenti al mondo della lievitazione. Ecco che oggi all’interno di Piazzetta Milù è possibile godere di un interessante menu degustazione in continua evoluzione, un percorso emozionale che vuole celebrare il Mediterraneo, le sue materie prime e l’arte della cucina nelle sue numerose declinazioni.

LEGGI ANCHE: Paolo De Simone: “Da Modus propongo una pizza dai profumi e sapori tipici del Cilento”

A tal proposito abbiamo chiesto al giovane chef Maicol Izzo di parlarci del suo rapporto con il settore della lievitazione e della pizza, che da sempre accompagno il suo percorso di crescita e formazione.

Mezzo pacchero alla Marinara

Come definiresti la cucina di Piazzetta Milù?

Sicuramente ricca di tecnica, divertente e soprattutto autoironica.

Tutti elementi che sono emersi dall’ultimo importante riconoscimento, le due stelle Michelin. Quali sono i punti di forza che ti hanno da sempre accompagnato?

Il desiderio di spingermi sempre oltre, osservando i clienti a tavola, le loro espressioni davanti ad un piatto, vederli sorpresi, divertiti, mi ha continuamente stimolato nel creare sempre qualcosa di nuovo, di diverso, che possa sorprendere.

Cresciuto nel grande e affascinante mondo della lievitazione, ad oggi nella tua cucina, come riesci a combinare l’aspetto gourmet dei piatti con quello della pizza? E quanto ti ha influenzato nella tecnica, creazione e presentazione dei piatti?

Io adoro la pizza e Piazzetta Milú nasce come pizzeria. Oggi spesso quel mondo mi ispira: la fragranza, i profumi, la gioia, i colori, la possibilità di mangiare con le mani sono tutti fattori che alimentano giorno per giorno la mia creatività in cucina.

È presente nel menu un piatto che la ricorda? Se si, quale? Quali sono gli ingredienti utilizzati (farine e altre materie prime)?

Più di un piatto! E più che in un solo menu, mi riferisco alla pasta: “mezzo pacchero alla Marinara” col quale ricostruiamo tutto l’aspetto, il gusto e i profumi della celebre marinata in una pasta. E poi la “pizza dolce” che invece gioca sulle consistenze di una mini pizza che in realtà è una pasta choux stesa a mano a darle quella forma e utilizzando tutti gli ingredienti di una margherita ma in versione dolce, acido, salata, croccante, fragrante, fumé.

Chissà, nei tuoi progetti futuri, pensi di inserire all’interno dell’offerta gastronomica, assolutamente vincente, la pizza come piatto gourmet?

Chi può dirlo? In realtà cin sarebbe un’idea a tema che ho da tempo e spero presto di poterla realizzare per stupire ancora di più chi verrà a Piazzetta Milú!

© Riproduzione riservata

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