C’è un profumo che non lo ha mai abbandonato: quello del rosmarino e della salsiccia sulla prima pizza che ha creato, la “Rustica”. Aveva poco più di vent’anni e un entusiasmo ingenuo, ma pieno di visione.
Quel profumo oggi lo accompagna fino a Singapore, dove Antonio Brancato guida ANTO PIZZA & APERITIVI, la sua pizzeria che in poco più di un anno ha conquistato il pubblico asiatico e la critica internazionale, fino ad arrivare tra i migliori nella classifica 50 Top Pizza Asia-Pacific e a ricevere il riconoscimento speciale “One to Watch”.
“La Rustica è una pizza semplice, ma per me significa casa. È un pezzo della mia Basilicata: il rosmarino, la salsiccia, la provola affumicata. Oggi è ancora nel menù di ANTO PIZZA & APERITIVI perché racconta da dove vengo e chi sono”, racconta Brancato, con quella voce tranquilla di chi sa che la memoria del gusto è la radice più profonda dell’identità.
La sua filosofia è chiara: la pizza non è solo tecnica. “Con la sola tecnica il prodotto può essere replicato da chiunque. Ma quando ci metti qualcosa di tuo, di autentico, allora diventa irripetibile. La pizza non è solo una ricetta, è emozione, è vita”.
È questa convinzione che ha portato ANTO PIZZA & APERITIVI a distinguersi in una città cosmopolita come Singapore, dove l’italianità è spesso stereotipata. Brancato ha scelto di farla dialogare con la cultura locale, senza snaturarla: nasce così la “Lucana”, con caciocavallo e peperone crusco, e la sorprendente “Tonno e Cipolla”, in cui il tonno giapponese marinato nella soia incontra la purea di cipolla di Alife e la salsina di peperone verde shishito, chiusa da un tocco marino di alga naturale.
Una sintesi audace e rispettosa, dove l’Italia e l’Asia si stringono la mano. Il percorso non è stato semplice. Gestire un locale a Singapore, dove umidità e clima influenzano persino la lievitazione, ha richiesto una continua sperimentazione. “Ho dovuto imparare tutto da zero – racconta –. Ho provato, sbagliato, riprovato, fino a trovare il giusto equilibrio tra gestione, preparazione ed esecuzione dell’impasto”.
Per lui i due elementi imprescindibili sono digeribilità e fluidità della masticazione: “Sono la base di tutto, perché una pizza deve essere un piacere completo, dal primo morso fino alla leggerezza del dopo”.
Dietro il successo di ANTO PIZZA & APERITIVI non c’è solo il pizzaiolo, ma anche l’imprenditore. Brancato oggi gestisce sia la parte creativa che quella manageriale, imparando giorno dopo giorno a bilanciare passione e responsabilità. “La parte più difficile è la gestione del personale. È la prima volta che ricopro entrambi i ruoli e sto imparando molto”.
La sua leadership, però, non è fatta di imposizioni ma di esempio: “Ai miei ragazzi insegno prima la pratica, poi la teoria. Fare è il modo migliore per capire. La teoria arriva da sé, con la logica e con l’esperienza“.
Brancato non teme l’imprevedibilità, anzi la considera parte integrante del suo mestiere. “L’impasto è vivo, non puoi standardizzarlo. Ogni giorno ti parla in modo diverso e devi imparare ad ascoltarlo. Per questo lascio sempre spazio alle sensazioni: sono loro a guidarmi”.
Dietro la calma lucana di Antonio si nasconde un cuore profondamente emotivo, capace di vivere l’adrenalina del successo senza lasciarsi travolgere. “Mi godo ogni singolo istante, per me e per ANTO come brand. È il risultato di un percorso fatto di sacrifici e amore per questo lavoro”.
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E mentre la sua pizzeria continua a crescere passo dopo passo, ANTO PIZZA & APERITIVI non è più solo un nome: è un ponte tra culture, una storia di radici e contaminazioni, un esempio di come la pizza italiana sappia parlare ogni lingua, senza mai perdere la propria voce.






