Una settimana di eventi, degustazioni e collaborazioni nelle migliori pizzerie della città. Si parte con Salvatore Lioniello affiancato dallo chef Umberto Laezza, ormai parte integrante dello staff della pizzeria.
Salvatore, uno tra i maestri pizzaioli più premiati e riconosciuti del panorama italiano, inaugura ufficialmente la Pizza Week – Milano Edition 2025, in programma dal 7 al 13 luglio. La rassegna, firmata 50 Top Pizza, coinvolgerà le migliori pizzerie della città in una settimana di eventi, menu degustazione e collaborazioni d’eccezione.
Il primo appuntamento è fissato per lunedì 7 luglio alle ore 19.30 presso la sede milanese della Pizzeria Da Lioniello, in Via Friuli 46, con il menu degustazione ‘Viaggiare tra i sapori’.
Pizzeria Da Lioniello: via Friuli 46, 20135 Milano
Menu degustazione + pairing: 70€
salvatorelioniello
Menu degustazione “Viaggiare tra i sapori”:
- Cubo salato farcito con crema al mascarpone, ceviche di spigola, passion fruit, anacardi speziati e menta
- Ciabatta con crema di parmigiana di melanzane, ragù di manzo, crema di bufala e pesto di basilico
- Padellino veggie con crema di fagioli dente di morto di Acerra, senape all’aglio nero, pomodorini confit, cipolla di Tropea in agrodolce, frutti di cappero, foglioline di basilico e scorzetta di limone
- Pizza ortolana con crema di melanzane, osmosi di sedano, battuto di zucchine, julienne di peperoncini verdi, yogurt acido e ketchup di pomodoro datterino
- Montanara dolce con crema al latte di bufala, macerata di frutti di bosco, mix di fiori essiccati e menta
Nato il 28 luglio 1987, Salvatore Lioniello cresce in una famiglia legata al mondo della ristorazione. Papà Nicola e mamma Angela gestivano un bar pizzeria, dove Salvatore inizia a fare esperienza insieme ai fratelli Michele e Nunzia. A 17 anni, già ambizioso, lascia il locale di famiglia per intraprendere un nuovo lavoro in giro per l’Italia nell’edilizia. Tuttavia, la passione per la pizza lo riporta a Frattamaggiore, dove a 20 anni apre una pizzeria a taglio che gli permette di sperimentare sugli impasti. Un anno e mezzo dopo però è costretto a lasciare il progetto e a riprendere il lavoro edilizio.
Oltre alla bravura al banco e al forno, Salvatore si distingue per la capacità comunicativa attraverso i suoi canali social. Una vera e propria star su Instagram e TikTok, che ha saputo investire dall’inizio sulla propria immagine, quella del “pizzaiolo col cappello”. Partito per gioco, ora il cappello è il suo marchio distintivo, riconoscibile anche nelle sue pizzerie con un forno personalizzato a forma di cappello. Ma da cosa nasce? Dalla sua grande passione per la pesca e per il cappello Sampei.
Salvatore ha da sempre rinominato la sua pizza come una “diversamente napoletana”, essendo uno tra i promotori di quel movimento che oggi continua ad evolversi e che chiamiamo ‘pizza contemporanea’.
L’impasto di Salvatore è frutto di diversi pre-fermenti e tecniche (15% biga e 10% poolish). La farina utilizzata è una 00 Caputo Rossa e spesso utilizza anche farine multicereali. Il panetto utilizzato è di circa 250 grammi e l’idratazione supera l’80% per una pizza soffice, digeribile e dal cornicione pronunciato e alveolato. I forni sono due (Florio Forni e Sacar Forni): uno classico a legna e uno elettrico, per permettergli cotture uniformi e controllate destinate ad altri tipi di impasto come la montanara, il padellino e la pala.
I fornitori della pizzeria Da Lioniello si sono consolidati nel tempo e sono fortemente legati al territorio campano, sia per Succivo che per Milano, che riceve direttamente i prodotti da giù. Come l’Agricola Lamberti, un’azienda agricola a nemmeno 500 metri dal locale dove vengono prese le verdure di stagione, oltre all’orto di famiglia; l’azienda La Rosina per il pomodoro, di cui Salvatore è ambassador da 10 anni con il ‘Pomogold’; l’azienda Latticini Orchidea e l’olio Oro di Caiazzo, aziende che Salvatore rappresenta sempre in prima persona come ambassador.
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Da citare, per ricerca ed estensione, le carte delle acque, degli oli e del vino. Frutto di una selezione accurata per esaltare al meglio le materie prime utilizzate. Tra gli oli troviamo 20 etichette, per la maggioranza campane. La carta dei vini comprende circa 300 etichette, tra vini bianchi, rosati e bollicine suddivisi per regioni, territorio e nazioni. Ricca anche la carta delle birre, con due proposte alla spina e circa 80 le artigianali.






