Quando si parla di dolci di Carnevale, le castagnole sono tra le prime prelibatezze che vengono in mente. Fritte, soffici e irresistibili, queste piccole sfere dolci hanno una storia antica e affascinante, che affonda le radici nella tradizione italiana e si ramifica in varianti sorprendenti in tutto il mondo.
Infatti, a seconda della regione, le castagnole subiscono leggere variazioni che le rendono uniche. Nel Lazio vengono arricchite con liquore all’anice, in Emilia-Romagna vengono ricoperte di zucchero a velo o miele e a volte ripiene di crema pasticcera. In Veneto hanno nell’impasto l’uvetta dolce e sono aromatizzate con grappa e scorza d’arancia mentre l’Abbruzzo ha una versione con cacao nell’impasto. In Sicilia sono note come sfince.
Questo dolce fa la sua comparsa già nel XVIII secolo all’interno di manoscritti e ricettari dell’epoca. Originarie probabilmente del centro Italia, si sono diffuse diventando uno dei dolci simbolo del Carnevale. Il nome è evocativo delle castagne e, sebbene si tratti una specialità italiana, trovano parenti non troppo lontani in molti altri paesi del Mondo. In Brasile una ricetta simile prende il nome di bolinhos de chuva mentre in Spagna le buñuelos de viento sono frittelle leggere spesso ripiene di crema o cioccolato.
Ecco la ricetta delle castagnole di Carnevale
- 250 g di farina
- 50 g di zucchero
- 2 uova
- 50 g di burro fuso
- ½ bustina di lievito per dolci
- scorza grattugiata di un limone
- un pizzico di sale
- 2 cucchiai di liquore (anice o rum)
- olio per friggere
- zucchero a velo per decorare
Procedimento
In una ciotola, mescolare la farina con il lievito, lo zucchero e il sale. Aggiungere gradualmente le uova, il burro fuso, la scorza di limone e il liquore e impastare fino a ottenere un composto omogeneo. Nel frattempo mettere a scaldare l’olio e formare delle palline grandi come una noce. Quando lìolio sarà caldo, friggere le castagnole fino a doratura, scolarle su carta assorbente e spolverarle con zucchero a velo (in alternativa si può usare anche il cacao o lo succhero semolato).







