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La pizza con la ’nduja calabrese dal costo proibitivo conquista il Giappone

La pizza, il piatto per eccellenza tanto amato nel mondo, è riuscita a conquistare anche il Giappone e soprattutto i locali di Tokyo con un prodotto utilizzato come topping dai sapori e profumi italiani: la ’nduja calabrese.

Il racconto arriva dall’influencer toscano Tommaso Rossi che si è trasferito in Giappone qualche anno fa, a Tokyo per l’esattezza. Noto grazie alla creazione della pagina “Tommaso in Giappone” ama raccontare le storie di vita quotidiana di un italiano trasferito in Asia. Realizza video e tour per il Giappone, consiglia ai turisti dove andare a mangiare, fa conoscere aspetti nascosti della vita di tutti i giorni.

Protagonisti dei suoi contenuti sono anche molte pizzerie gestite anche da italiani, che offrono un ottimo prodotto. Qualche giorno fa Tommaso si è recato presso la pizzeria “Pizza Studio Tamaki” per provare i sapori di una pizza che ricorda lo stile napoletano, dall’impasto leggero e fragrante, servita anche in un formato leggermente più piccolo per permettere di provare più gusti.

LEGGI ANCHE: La storia del tiktoker inglese e la pizza in Italia

Tramite le storie Instagram, Tommaso racconta di aver ordinato una pizza con mozzarella, salsiccia e nduja, mentre l’amico una marinara con pomodorini, prezzemolo e nduja. Entrambe hanno come ingrediente principe la ’nduja calabrese, come molte delle pizze presenti in menu, dal sapore anche qui forte e deciso, tanto da ricevere la piena approvazione da parte dei due ragazzi. Un prodotto dunque che si rivela molto amato in Giappone e scelto per l’impiego di numerose ricette ma anche tanto costoso.

Infatti, il costo della cena di Tommaso Rossi è stato di 9820 yen, ovvero 70 euro, oltre alle pizze vanno aggiunte due birre medie alla spina e due caffè espressi, che hanno pagato circa 10 euro. Questo vuol dire che le due pizze alla Nduja sono costate 60 euro, cioè 30 euro a pizza. «Non è tantissimo considerando i prezzi di Tokyo. Sicuramente una delle pizze più buone che abbia mai provato, proprio grazie alla Nduja che ha dato quella spinta in più».

© Riproduzione riservata

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