Piacenza, la “Primogenita” d’Italia, la prima ad annettersi con plebiscito al Regno nel 1848, da oggi può vantare anche una pizza a lei dedicata. Si chiama “La Piacentina” ed è l’ultima creazione di Stefano Chieregato, giovane e visionario panificatore che ha fatto della città emiliana la sua casa e il suo laboratorio creativo.
Patron di Chiere – Pane e Pizza, Chieregato ha voluto firmare una pizza che fosse molto più di una semplice proposta in carta: un tributo sincero alla storia, alla memoria, al gusto e all’identità di Piacenza. Una dichiarazione d’amore, condita di cultura. Originario della provincia di Pavia, Stefano ha trovato a Piacenza il terreno fertile su cui far crescere il suo sogno: un laboratorio che non è solo panetteria di altissima qualità né una pizzeria contemporanea, ma un crocevia dove pane, pizza, colazione lunga, socialità e artigianalità si incontrano in uno spazio moderno e coinvolgente.
Quando racconta la nascita de “La Piacentina”, le sue parole si caricano di emozione: “Questa città ci ha accolti, ci regala ogni giorno gesti d’affetto. Volevo creare qualcosa che parlasse alla città e con la città. Ogni ingrediente è un omaggio alle sue radici: pancetta in tre cotture, ricotta, spinaci, Grana Padano, salvia, olio extravergine. Dal bordo ripieno al topping, tutto parla di Piacenza e della sua storia antica e buonissima”.
Il riferimento diretto è alla ricetta dei tortelli con la coda, che secondo la leggenda risale al 1351, quando il nobile Bernardo Anguissola volle stupire Francesco Petrarca con un piatto dalla forma intrecciata e le due code alle estremità. Chieregato ne riprende l’essenza e la reinventa in chiave contemporanea: il cuore dei tortelli diventa il ripieno del cornicione, mentre la parte superiore accoglie un topping che fonde tecnica, sapienza e rispetto per la materia prima. “La Piacentina”, già insignita del titolo di Pizza dell’anno secondo la guida Pizzerie d’Italia 2025 del Gambero Rosso, è oggi una bandiera gastronomica della città. Stefano Chieregato non è nuovo ai riconoscimenti.

Dopo la laurea in Scienze Gastronomiche a Pollenzo, ha lavorato nella GDO e nel mondo della birra artigianale, per poi appassionarsi al pane e ai lievitati. Dopo un corso all’Alma con Ezio Marinato, ha maturato esperienze nei migliori ristoranti italiani, da Casa Vissani al laboratorio pane di Niko Romito, di cui è diventato responsabile di produzione. È stato premiato come Miglior panettiere emergente dalla Guida del Gambero Rosso, Miglior Panettone emergente 2021 da Dissapore, e ha vinto il concorso “Veggie Style – L’Altra Faccia del Panino” organizzato da 50 Top Italy. Oggi, da Piacenza, continua a sperimentare impasti, fermentazioni e forme di panificazione che mettono al centro la ricerca, la sostenibilità e l’autenticità.
La proposta gastronomica del locale spazia dai pani quotidiani a quelli stagionali, dalle focacce ai grandi classici da forno, con grande attenzione anche alle esigenze alimentari più specifiche, tra opzioni vegane, per celiaci o per chi segue regimi particolari. Accanto a questo, una pizza altamente identitaria, personale e artigianale. Gli impasti sono leggeri e profumati, frutto di blend differenti di grani italiani e fermentazioni che possono durare anche tre giorni. Si lavora con lievito madre, prefermenti naturali e fermentazioni spontanee di frutta e verdura.
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Nel menù primavera di Chiere trovano spazio altre pizze che raccontano con immediatezza l’identità del locale. La Bufala, ad esempio, è una celebrazione della semplicità fatta bene: pomodoro, mozzarella di bufala e olio al basilico. È consigliato l’abbinamento con acciughe per un’esperienza più sapida e completa. La Cosacca, invece, unisce pomodoro, pecorino, olio e basilico in un equilibrio rustico, aromatico, sorprendentemente persistente.
E poi c’è la Capricciosa, che gioca con i grandi classici della tradizione: pomodoro, mozzarella, carciofi, olive, funghi e prosciutto cotto “Capitelli”, in un abbraccio di sapori che non sbaglia mai. In un Paese dove la pizza è patrimonio nazionale e simbolo popolare, “La Piacentina” nasce per diventare un’icona. Una pizza che non cerca solo di piacere, ma di appartenere. E in questo senso, Stefano Chieregato ha saputo fare molto più che impastare: ha scritto un piccolo, fragrante, memorabile pezzo di identità italiana.






