Nel cuore di Brescia, tra le vie cariche di storia del centro cittadino, si nasconde una delle realtà più brillanti della nuova scena gastronomica italiana: Inedito. Un nome che non è solo marchio, ma manifesto.
Qui la pizza non è semplicemente buona: è pensata, scomposta, ricostruita, raccontata. È un gesto creativo che parte dalla tradizione ma non si ferma alla nostalgia. A firmare questo progetto è Antonio Pappalardo, già noto per La Cascina dei Sapori a Rezzato, che con Inedito ha deciso di esplorare l’altra faccia della pizza: quella più sofisticata, urbana, essenziale nel design ma complessa nella sostanza.
Il locale – elegante, sobrio, ricavato in un edificio storico con tanto di pozzo rinascimentale a vista – è il palcoscenico perfetto per un menu che si rinnova ogni stagione, come un piccolo viaggio tra ingredienti e suggestioni. Al centro, naturalmente, c’è l’impasto: studiato, ad alta idratazione, con fermentazioni lente che ne fanno una base leggera e gustosa. Si lavora anche con farine alternative, come il farro monococco, a basso contenuto di glutine, che dona fragranza e digeribilità.
Il menù primaverile 2025 si muove tra orti e visioni, tecnica e cuore. Tra le pizze che colpiscono per equilibrio e intensità c’è “Radici”, una sinfonia cremosa e umami con base bianca, crema di topinambur, fior di latte, porcini e Parmigiano Reggiano 24 mesi. Un morso e si è già tra i boschi. Più opulenta ma perfettamente calibrata è la “Tata”: fior di latte, stracciatella pugliese, mortadella al tartufo e granella di pistacchio.
Un gioco tra grassezza e croccantezza, morbidezza e intensità, che conquista anche i palati più esigenti. Chi cerca emozioni forti può affidarsi alla “Tuna”, una bianca con maionese al wasabi, tataki di tonno e cipolla marinata: un ponte tra Brescia e il Giappone, tra forno a legna e sashimi. Decisa, originale, modernissima. E per chi ama l’anima più rustica della pizza, c’è la “Montanara 2.0”, fritta e poi passata al forno, con pomodoro San Marzano, bufala e basilico. Un richiamo alle radici partenopee, reso elegante dalla tecnica e dalla leggerezza dell’esecuzione.
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Inedito è questo: un luogo dove si mangia con gioia, ma anche con curiosità. Dove il sapere fa coppia con il sapore. E dove la pizza diventa un racconto contemporaneo da ascoltare con tutti i sensi.







