Avevano puntato nel successo in Italia di Domino’s Pizza ma ora illustri investitori devono fare i conti con le perdite dopo il fallimento.
Attivata la procedura di fallimento per le 20 filiali italiane del marchio Domino’s Pizza, presenti a Milano, Torino, Roma, Bologna, Bergamo e in varie città del Venero, gestite dal concessionario ePizza Spa. Tra le cause del fallimento, hanno spiegato gli amministratori, la pandemia e le successive e prolungate restrizioni che hanno danneggiato gravemente ePizza. Nell’ultimo bilancio del 2021 il fatturato era arrivato a 10,5 milioni di euro, mentre il debito era di circa 20 milioni di euro, di cui 5,3 milioni nei confronti delle banche.
Con la liquidazione giudiziaria sono emersi i nomi degli investitori di Domino’s Pizza in Italia, alcuni dei quali illustri come Luigi Berlusconi, figlio più giovane di Silvio Berlusconi, Piero Coin, figlio di Vittorio Coin, ex proprietario degli omonimi grandi magazzini venduti tempo fa a una private equity e Raffaele Vitale, il nipote del banchiere Guido Roberto Vitale.
La procedura di liquidazione, avviata da Luca Giani, giudice del tribunale di Milano, vede come curatore Danilo Cannella. Per il 21 giugno prossimo è prevista la convocazione dei creditori per l’esame dello stato passivo.






