Una storia di migrazione e ritorno, ma senza valigie. Un racconto che parte da Napoli, attraversa Londra e ritorna ogni giorno in tavola, sotto forma di pizza.
È questa la traiettoria di Napoli on the Road, la pizzeria fondata da Michele Pascarella, che si è appena aggiudicata il primo posto nella classifica 50 Top Pizza Europe 2025 per il Regno Unito. Un traguardo significativo che conferma la solidità di un progetto gastronomico capace di coniugare radici, visione contemporanea e straordinaria coerenza stilistica.
“Napoli è la mia terra, le mie radici, la mia famiglia. È lì che ho imparato cosa significa davvero il cibo: non solo come nutrimento, ma come legame”, racconta Pascarella. “Le tavolate con i parenti, lo stare insieme, il condividere: sono questi i valori che mi hanno formato. Londra, invece, è il luogo dove sono cresciuto. Sono arrivato da bambino, e lì ho scoperto un altro modo di vivere, un’altra cultura, un altro linguaggio espressivo. Mi ha dato la possibilità di raccontare ciò che avevo dentro, unendo ciò che ero con ciò che stavo diventando”.
La pizza di Michele Pascarella nasce da un approccio del tutto autodidatta. Non ci sono scuole alle spalle, né masterclass certificate, ma un lungo lavoro di osservazione, studio e tentativi. “Ho imparato da solo, impastando con rispetto. Ogni volta che metto le mani nella farina penso alla sua origine, a chi l’ha coltivata, a cosa voglio raccontare. Ogni impasto è mio al 100%, ragionato, calibrato, sentito”.
Alla base di tutto, un’idea di semplicità che non è mai semplificazione, ma ricerca dell’essenziale: “Abbiamo ingredienti straordinari in Italia. Pomodoro, olio, latticini. Non serve aggiungere altro. Serve farli brillare”.
Quando ha cominciato a proporre la sua pizza a Londra, circa quindici anni fa, il panorama era molto diverso da quello attuale. “La pizza napoletana era ancora poco conosciuta. Spesso veniva proposta in versioni semplificate o adattate. Iniziare a lavorare con impasti più tecnici, cornicioni pronunciati e lievitazioni lunghe ha richiesto pazienza e determinazione. All’inizio c’era diffidenza, anche da parte degli italiani nel settore. La sfida è stata proprio questa: restare fedeli a un’identità profonda, pur parlando a un pubblico diverso”.
Un pubblico che oggi, però, è cambiato radicalmente. “Londra è maturata. I clienti sono più consapevoli, attenti, curiosi. Chiedono, si informano, vogliono conoscere la storia degli ingredienti e delle tecniche. Questo ci dà libertà: possiamo sperimentare, proporre, costruire un dialogo vero con chi assaggia”.
Il successo di Napoli on the Road non è un caso isolato, ma il frutto di un percorso coerente, riconosciuto da critica e pubblico. Oltre al prestigioso riconoscimento di 50 Top Pizza, Michele Pascarella è stato protagonista di numerose pubblicazioni e interviste, come quella realizzata da Reporter Gourmet, che lo definisce “il primo pizzaiolo itinerante d’Inghilterra” e ne racconta la visione, la ricerca sugli impasti e la determinazione con cui ha rivoluzionato la scena londinese.
Ma per Pascarella, i riconoscimenti non sono un punto d’arrivo. “Fanno piacere, certo. Ti danno visibilità, ti spingono a fare meglio. Ma il vero premio è vedere le pizzerie piene, i clienti che tornano, le persone che si emozionano. Se non metti il cliente al centro, non hai vinto nulla”.
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Guardando al futuro, la direzione è chiara: consolidare la propria identità, sperimentare in modo consapevole e rimanere fedeli alla propria idea di cucina. “Voglio fare cose che abbiano senso. Non rincorrere le mode, né crearle. Solo portare avanti progetti che mi somiglino, che parlino con autenticità. E magari, in futuro, esplorare nuovi linguaggi sempre nel mondo del food. Perché questo è ciò che amo fare”.
Napoli on the Road è oggi il risultato di tutto questo: un luogo dove la pizza racconta una storia personale e collettiva, che unisce due città, due culture e un solo grande principio: fare le cose bene, con verità.






