Il pane accompagna la storia dell’uomo da almeno diecimila anni, simbolo per eccellenza di vita in tutte le sue tipiche varietà regionali.
È difficile stabilire una data esatta in cui l’uomo inventò il pane; per lunghi periodi, infatti, l’uomo si cibò dei chicchi interi crudi o cotti ma il vero passaggio avvenne quando la farina, di grana grossa e non pura, fu unita all’acqua.
Gli archeologi sono concordi nel sostenere che, nel mondo antico occidentale, furono gli Egizi a ottenere le prime forme di lievitazione del pane.
La grande rivoluzione nel campo della panificazione si ebbe solo nel Rinascimento quando fu introdotto il lievito di birra, prodotto dalla complessa lavorazione di lieviti naturali e malto.
Tante sono le vicende storiche legate a questo straordinario prodotto, simbolo di vita e attaccamento alla terra, tanto da dedicarne “La Giornata Mondiale del Pane” istituita nel 1981 come Giornata Mondiale dell’Alimentazione per commemorare la fondazione della FAO (16 ottobre 1945), nel 2006 l’evento si è esteso anche alla Giornata Mondiale del Pane.
Una ricorrenza che nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il consumo del pane e dei prodotti da forno, preparati ogni giorno impiegando ingredienti sani.
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Sono proprio le materie prime di eccellenza a renderlo unico, in ogni sua forma, dal punto di vista gusto-olfattivo. Ogni regione, città o piccolo borgo, vanta le sue specialità tipiche per accompagnare un’ampia gamma di preparazioni.

Tra le più celebri ricordiamo il Pane di Montecalvo Irpino Dop simbolo della provincia di Avellino è prodotto con la farina di grano saragolla, coltivato esclusivamente nella zona; il pane di Matera Igp nel territorio della provincia di Matera, in Basilicata ottenuto dalla semola rimacinata o dal semolato di grano duro.

Emblema dell’arte bianca della regione dell’Alta Murgia (Puglia) è il pane di Altamura. Prodotto tradizionalmente in grandi pezzature, nella sua forma caratteristica, denominata “u sckuanète”, era impastato prevalentemente dalle donne tra le mura domestiche, e portato a cuocere in forni pubblici.
La principale caratteristica del pane era la durevolezza, indispensabile per assicurare il sostentamento di contadini e pastori nelle settimane che trascorrevano lontano da casa.
Squisita l’avvolgente Muffuletta siciliana e precisamente di Palermo, è il piatto della tradizione per la Festa dei Morti. La sua tradizione affonda le radici nel passato quando le famiglie si recavano al cimitero, che si trovava lontano dal centro abitato, per commemorare i propri defunti. Un viaggio lungo e stancante tanto da decidere di creare dei veri e propri banchetti all’interno del cimitero portando da casa piatti veloci e facili da trasportare.
La muffuletta si può gustare “schietta” con olio d’oliva, sale, pepe, sarde salate e caciocavallo, o “maritata” condita con la ricotta di pecora.






