L’idea nasce da quattro giovani studenti che a Milano hanno prodotto una birra con gli scarti di pane dei panifici di quartiere.
Quella che vi raccontiamo oggi è la storia di quattro ragazzi che a Milano hanno iniziato a produrre una birra innovativa, sostenibile e a chilometro zero. Ibrida, il nome dato alla birra, è infatti una startup nata da quattro giovani colleghi universitari: Simone Piuri, Elisa Pirola, Francesca De Berardinis e Akanksha Gupta che produce una birra al pane, realizzata con gli scarti e gli esuberi di vendita di panifici dei vari quartieri di Milano.
“Nella vita facciamo altro – raccontano i quattro ragazzi a CiboToday – questo è solo il nostro modo per veicolare una serie di messaggi che parlano di sostenibilità e circolarità ambientale e produttiva. Il progetto è nato quattro anni fa durante un corso di studi incentrato sul product service system design, che richiedeva lo sviluppo di una startup incentrata sull’innovazione e la sostenibilità. Durante la ricerca, abbiamo scoperto realtà simili nel Regno Unito: una birra realizzata con gli scarti del pane tramite una piattaforma open source sui valori della sostenibilità ed economia circolare”.
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“Abbiamo condotto test – hanno proseguito gli ideatori di Birra Ibrida – presso locali, organizzato eventi con la partecipazione di panifici e birrerie, per raccogliere feedback e suscitare interesse. È stato da qui che tutto è iniziato. Abbiamo strutturato un modello di business e stabilito relazioni solide con partner chiave, tra cui il birrificio La Ribalta di Bovisa. Grazie alla collaborazione con La Ribalta, siamo riusciti a scalare la produzione e a migliorare la ricetta. Ibrida è una birra di quartiere creata con le eccedenze del pane invenduto delle panetterie locali a Milano. Vogliamo dare una seconda vita al pane (abbiamo salvato 500kg di pane a oggi) e far fronte al problema dello spreco del cibo“.
Ad oggi Ibrida produce quattro diverse tipologie di birra seguendo un approccio basato sui quartieri, una per ogni anno. Pale Ale, Pils, IPA e Porter, ognuna dedicata a una zona di Milano: Bovisa, Tortona e Barona, realizzate attivando panificatori locali. Oltre alla special edition dedicata al quartiere di Chiaravalle creata con il pane di segale invenduto del panificio di Davide Longoni.
La birra non è reperibile nella grande distribuzione ma solo in alcuni selezionati locali di Milano, nelle Università Bicocca, Bocconi, Politecnico e in alcuni musei come la Triennale.






