Al Coca-cola Pizza Village di Napoli abbiamo avuto modo di intervistare pizzaioli provenienti dai quattro angoli del mondo. Tutti erano uniti dalla passione per la pizza e dalla voglia di vincere la competizione.
Il primo ad essere intervistato è stato Francesco Paolo Pucillo. Egli lavora per una compagnia di navi da crociera ed ha partecipato alla Caputo’s Cup nel campionato di pizza americana, che ha un diametro più grande e cuoce più tempo rispetto alla pizza napoletana classica. Francesco in realtà non ha iniziato la sua storia di pizzaiolo con la pizza americana, ma con quella napoletana classica 13 anni fa ad Ercolano. Il segreto che ha condiviso con noi per fare una buona pizza americana è nel misto di farine che riesce a dare la giusta elasticità alle pizze.

In seguito, è stato il turno di Enzo Pellegrino che lavora in una pizzeria di Aversa, in provincia di Caserta, Libro’s. Egli è pizzaiolo da dieci anni e la sua prima pizza che ha prodotto è stata una Margherita, la quale non gli è venuta in maniera perfetta, ma ciò non lo ha fatto demordere dal rincorrere il suo sogno di diventare pizzaiolo perché la pizza è la sua più grande passione. Ciò gli permette di suggerire a tutti di lottare per raggiungere i propri sogni, proprio come ha fatto lui, e non abbattersi alla prima difficoltà. Il segreto che condividerebbe con un altro pizzaiolo è l’amore e l’impegno in ciò che si sta facendo. La pizza che più gli ricorda l’infanzia è la Marinara, in quanto non amava il fiordilatte, e gradiva le cose semplici. La pizza che secondo lui, ora adorano di più i clienti è la Mozzarella e Pistacchio. Egli ha gareggiato in tre categorie: la senza glutine, quella di stagione e la pizza tradizionale. Lo scorso anno è arrivato al terzo posto con la pizza di stagione mentre quest’anno ha sperato di vincere nella categoria senza glutine. Ciò che è importante per Enzo è che nel mondo della pizza vi sia meritocrazia e che quindi, anche le donne abbiano lo spazio giusto a prescindere dal loro genere.

La terza che abbiamo intervistato è stata proprio una donna Yuka Oda. Di nazionalità giapponese e la sua pizza preferita è la Margherita perché è la più semplice e la più buona. Ella ha gareggiato nelle categorie STG e pizza fritta. Il suo segreto per fare delle ottime pizze è quello di venire a Napoli ogni anno e restare fedele alla città. Lei è pizzaiola da 15 anni e nel 2019 ha avuto l’onore di arrivare al terzo posto nella categoria pizza fritta. Per lei ci sono più pizzaioli maschi che donne perché ci vuole più energia, anche se pensa che in futuro ci sarà più uguaglianza anche in questo campo.
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Inoltre, abbiamo parlato con Nikolay Neshev proprietario della pizzeria The Friends, a Sofia, in Bulgaria. La sua pizza preferita è la Margherita perché è semplice, ma non è facile da fare, è inoltre, storia, passione, tradizione e tutto ciò che riguarda la pizza.
Per fare una buona Margherita per lui, si ha la necessità di materie prime di qualità, come il pomodoro San Marzano, la mozzarella, il basilico e olio extra vergine di oliva e in Bulgaria cerca di mettere nelle sue pizze tutti gli ingredienti migliori provenienti dall’Italia. Oltre ciò per lui per fare una buona pizza non può mancare l’amore. Egli ha preso parte alla Caputo’s Cup in due categorie STG e pizza classica e questo è il primo anno che partecipa.

Altra donna ad aver partecipato alle interviste è stata Michela Carbone, proprietaria della Pizzeria Napoli ad Alpignano, in provincia di Torino. La sua prima pizza l’ha fatta all’età di soli 5 anni nella pizzeria di famiglia, ormai aperta da 24 anni. Ha iniziato così precocemente in quanto preferiva giocare con l’impasto al posto delle bambole. Quindi in principio era un gioco che si è tramutato in passione con l’età adulta.
La sua pizza preferita da bambina era la Margherita e i suoi gusti non si sono modificati molto ora, ancora la preferisce, anche se in età adulta ha rivalutato la pizza con il pomodorino giallo e il tarallo napoletano. Per lei, non ci sono segreti da svelare agli altri pizzaioli essendo le basi della pizza ormai conosciuti e il processo più importante è la lievitazione. Ha gareggiato nella categoria pizza di stagione e vi ha partecipato con una rivisitazione della tipica insalata di fagiolini, patate e pomodori piemontese in cui ha aggiunto il seirass, una ricotta piemontese, e la turgia, un salame di mucca piemontese. Per Marta Carbone, l’importante è stato partecipare anche se è fiera della sua vittoria a Rimini al Campionato del Mondo di Pizza 2023. Ella ha notato l’aumento di pizzaiole negli anni e spera che si arrivi presto all’uguaglianza anche nel mondo della pizza, poiché il lavoro di pizzaiolo è faticoso, ma con la passione si possono raggiungere tutti gli obiettivi.

Infine, abbiamo discusso con Stefano Salvadore, proprietario della Pizzeria Il Sole di Tramonti, sita in Vertemate Con Minoprio, in provincia di Como. Egli fa la pizza con prefermento solido al 50% , idratata sempre al 75% e per lui la cottura perfetta della pizza si ha quando non ci sono maculature e la temperatura perfetta del forno è tra i 400 e i 410 ° C.
Per il proprietario de il Sole di Tramonti, il segreto del mestiere è la passione perché con essa lavorare diviene più semplice ed inoltre, ritiene che la donna pizzaiola abbia un ottimo valore e gli piacerebbe vedere più donne nel settore. Stefano Salvadore ha iniziato a fare le prime pizze a 13 anni e all’età di 20 anni si è messo in proprio.






