A meno di due anni dall’apertura, Frumentario conquista la vetta della classifica di 50 Top Pizza 2025 come Migliore Pizza in Viaggio in Italia, superando realtà storiche e confermandosi come uno dei progetti più innovativi del panorama italiano della pizza al taglio.
La guida 50 Top Pizza – punto di riferimento a livello internazionale – ha annunciato il risultato attraverso i propri canali ufficiali: Frumentario, la pizzeria al taglio di Via Tuscolana 26, nel quartiere San Giovanni a Roma, guidata dal giovane e visionario chef Alessandro Santilli, primeggia nella classifica, seguito da Pizzarium di Gabriele Bonci e Campana Pizza In Teglia di Daniele Campana a Corigliano Calabro.
Una vittoria che corona un percorso fatto di passione, tecnica e una visione radicalmente contemporanea del concetto di pizza: “Sto provando un’emozione indescrivibile, arrivare dopo due anni dall’apertura alla vetta di questa classica mi lascia senza parole. La fatica e le difficoltà sono ripagate dall’affetto dei clienti e da giornate come queste. Grazie di cuore alla guida 50 Top Pizza per questo riconoscimento, è motivo di grande orgoglio e uno stimolo a continuare il mio lavoro con la stessa passione e visione che mi hanno portato qui oggi” commenta commosso Alessandro Santilli.
A gennaio 2023 la scoperta, a maggio i lavori, a giugno il primo delivery, il 4 settembre l’apertura ufficiale. Dopo aver abbandonato l’idea di aprire un forno l’anno precedente, avendo trovato un ambiente chiuso e poco dinamico, Alessandro decide di unire ars e ingenium: da una parte la sua esperienza nella cucina e dall’altra la passione per i lievitati. Così nasce Frumentario, una pizzeria al taglio che lascia spazio alla creatività di uno chef.
La pizza per Alessandro è una tela bianca su cui disegnare senza limiti: mezze teglie, menu degustazione al bancone, tanti gusti e altrettanti topping studiati ad hoc per ogni pizza per lasciare curiosità, stupore e novità al cliente.
Non solo, Alessandro si fa portavoce di una cucina aperta a tutti. L’intento è quello di far arrivare a ciascuna persona una cucina che molto spesso è destinata a pochi, servendola su un “semplice pezzo di pizza” che mette d’accordo tutti.
Non è un caso il nome della pizzeria, il cui significato impera sopra il bancone: Frumentario – secondo la Treccani “coloro che regolavano la vendita di grano alla plebe a prezzo inferiore a quello del mercato”. Infatti la pizza in teglia, nonostante le molteplici lavorazioni e i topping, orbita tra i 12 e i 24 euro al kg.
Circa una decina le varietà di pizza proposte ogni giorno, sempre diverse in base alla stagionalità e all’estro dello chef. Un’attenzione particolare è dedicata ai fornitori: le carni provengono da una macelleria di fiducia ai Castelli Romani, le erbe e gli ortaggi da un produttore vicino casa, e i latticini sono selezionati per qualità. Nulla è lasciato al caso.
La pizza è idratata all’80% e lievitata 48 ore per essere leggera e croccante. La farina utilizzata è di tipo 0 e l’impasto è diretto.
La particolarità assoluta non è solo l’elaborazione di ricette fuori dal comune immaginario di una pizzeria, ma la chiusura al bancone come al passe di una cucina. L’intenzione è quella di ultimare ogni pizza al momento, offrendo ai clienti un’esperienza sempre fresca e personalizzata.
Lo stesso vale per la parte di friggitoria: tutto è fritto al momento per non perdere qualità e gusto. Ogni ingrediente viene spiegato mentre viene servito, lasciando al cliente un racconto, nonostante la fugacità intrinseca di una pausa pranzo.
Le ricette di Alessandro (e Alessandro stesso) non lasciano spazio a rivisitazioni, ma alla totale fiducia dei vecchi e nuovi consumatori. Niente pizza bianca, rossa o margherita.
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E incredibilmente le più richieste sin da subito sono state le più particolari, con tecniche e preparazioni di alta ristorazione, come quelle con le carni CBT servite con una demi-glace, una salsa di derivazione francese ottenuta in due giorni di lavorazione a partire da un fondo bruno, in questo caso di manzo.






