Pane di campagna prodotto con i grani antichi e i cereali poveri come la segale sono le eccellenze protagoniste di un noto mulino calabrese, vincitore in due categorie del “Premio Roma”, l’iniziativa della Camera di Commercio dedicata ai migliori forni d’Italia.
Protagonista di questo prestigioso riconoscimento è Mulinum, un’azienda agricola nata in Calabria dal sogno di dar vita a una filiera del grano completa e controllata in ogni suo passaggio, che parte dalla coltura in biologico di varietà di semi esclusivamente locali per arrivare alla produzione di farine integrali, macinate a pietra. Successivamente le farine vengono trasformate in pane secondo “antiche ricette e con l’utilizzo di lievito madre”.
Sei sono le varietà di grani antichi e locali coltivati oggi in Calabria: Senatore Cappelli, Verna, Farro, Iermano, Maiorca e Rubeum.
Dall’operazione di crowdfunding lanciata nel 2016 da Stefano Caccavari per avviare il primo Mulinum a San Floro “in provincia di Catanzaro” ha preso forma il progetto di una startup agricola che vuole replicare, grazie a una raccolta fondi permanente e in continua espansione, il modello calabrese in ogni regione italiana.
LEGGI ANCHE: Il Circolino del Pane, il nuovo progetto di Davide Longoni
Un’azienda di grande valore per il territorio italiano che ha sbaragliato 150 pani competitors provenienti da 10 regioni, imponendosi sul podio della XVIII edizione del “Premio Roma” per i migliori pani d’Italia, organizzato dalla Camera di Commercio di Roma.
Il pane ai 5 semi – impreziosito appunto da semi di girasole, sesamo, lino, zucca e papavero blu – e il pane 100% segale, prodotti con grani locali nel casolare in bioedilizia immerso tra le dolci colline senesi dell’azienda Castelnuovo-Tancredi guidata da Guido Venturini del Greco che ha creduto fortemente nel progetto di Caccavari da cui è nata Mulinum Toscana, hanno catturato i sensi di un panel di degustatori professionali.






