A San Giovanni Lupatoto, piccolo comune alle porte di Verona, c’è un indirizzo che ha stravolto le regole della pizza tradizionale, trasformandola in una forma d’arte che parla il linguaggio dell’alta cucina.
Si chiama Donatelli 30.11 ed è il regno creativo di Daniele Donatelli, pizzaiolo visionario con il cuore nel territorio e lo sguardo rivolto all’evoluzione gastronomica. Qui, ogni pizza nasce da un impasto concepito con rigore artigianale: un preimpasto che dialoga con il lievito madre, idratazioni calibrate al millimetro, e un gesto che plasma ogni pallina a mano, come fosse una scultura.
Ma non c’è nulla di decorativo o vezzoso: tutto ha senso, tutto è equilibrio. Il cornicione, alto e alveolato, non è un vezzo estetico ma la base strutturale di un’esperienza gustativa pensata a spicchi. L’approccio di Donatelli è chiaro: prima l’ingrediente, poi il prezzo. Niente compromessi. Solo ciò che è buono, vero, riconoscibile al palato anche da occhi chiusi. È così che nascono creazioni che sorprendono e affascinano.
Come la Crudité di scampo: mozzarella pugliese, zucchine in tempura, crudo di scampo, emulsione di gambero rosso e zest di limone. Una pizza che sa di Riviera, che gioca con consistenze e temperature come un piatto da ristorante stellato. Oppure la Tagliata, dove il gusto intenso della carne grass fed incontra spinacino selvatico e bacon croccante, o la Tartare, con il cappero croccante di Pantelleria a donare verticalità e salinità al boccone.

Tra le proposte più poetiche, spicca Elogio a Diego Rossi, omaggio al celebre chef veronese, con vitello tonnato, il suo fondo e foglie di cappero: una narrazione in forma di pizza, che unisce omaggio e identità. Ma Donatelli non dimentica le origini. Tra le pizze più amate ci sono anche proposte che parlano veneto: radicchio tardivo, speck, porcini, oppure combinazioni più pop come wurstel e patatine per i bambini, perché la pizza, in fondo, è anche convivialità, semplicità, casa.
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Il locale – elegante ma accessibile, curato ma mai ingessato – è il luogo ideale per lasciarsi andare a un racconto sensoriale. La selezione di vini e birre artigianali, la nuova apertura dedicata al gluten free, il servizio attento ma mai invadente: tutto contribuisce a costruire una cena da ricordare. Donatelli 30.11 è l’esempio virtuoso di come la pizza possa diventare alta cucina senza perdere la sua anima popolare. È un luogo dove si viene per curiosità e si ritorna per amore. Perché ogni spicchio, qui, racconta una storia che vale la pena di essere ascoltata.






