A Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno, in Diè Gustibus Diego Ciraudo propone pizze speciali, che sanno di amore, sentimenti e tanta passione.
La prima pizza è come il primo bacio: imperfetta, impacciata, a ripensarci quasi ti fa sorridere per la goffaggine. Ma è quella che ha dato il via a tutto. Quella che ha acceso la scintilla, la fame, la curiosità, la voglia di capire cosa potesse davvero diventare quella magia di acqua, farina e fuoco. Per Diego Ciraudo, pizzaiolo e fondatore di Diè Gustibus in provincia di Salerno, la pizza è sempre stata un linguaggio, un modo per dire “questo sono io”.
Dietro ogni impasto c’è una filosofia che va oltre la tecnica: “Fare una buona pizza e fare la tua pizza non sono la stessa cosa”, dice senza esitazione. “La differenza sta nell’identità. La tecnica e la filosofia vengono dopo, sono conseguenze del proprio vissuto. Io sono ossessionato dal differenziarmi, dall’essere riconoscibile”.
Un menù tutto da scoprire e assaporare con “gustibus”
Ed è proprio da quell’identità che nasce il suo menù, oggi costruito al 99% sul territorio. Campano fino al midollo, Diego si lascia guidare dai ricordi e dalle radici: “La mozzarella di bufala mi riporta immediatamente a casa. È l’ingrediente che più mi rappresenta, che racconta il mio legame con Battipaglia”.
Aprire Diè Gustibus non è stato un percorso facile. L’ha fatto nel momento peggiore: piena pandemia, locali chiusi, incertezza totale. “Superato quello, si può superare tutto”, racconta. E non è una frase fatta. Perché la sua forza è proprio lì: nel non arrendersi mai, nel continuare a impastare quando tutto sembrava fermarsi. Ossessionato dall’essere libero, Diego non transige: “L’unico elemento intoccabile della mia pizza è l’identità. Ho aperto il mio locale per lavorare come credo, senza compromessi”.

Le sue pizze non seguono un metodo rigido, ma un’ispirazione viva, mutevole: “A volte tutto parte da un ingrediente, altre da un ricordo, o persino da una richiesta casuale di un amico. Poi cominciano le prove, finché non dico: ‘È lei!'”. Questa libertà creativa si traduce in pizze dal carattere deciso e contemporaneo, come La Battipagliese, un omaggio alla sua terra: mozzarella di bufala di Battipaglia, formaggio di bufala “Omaggio al formaggio”, pomodorini Finagricola in doppia consistenza (gelée e polvere), olio evo Diesis Torretta Colline Salernitane DOP. Un inno al territorio, alla memoria e al gusto.
Una carriera ricca di successi e riconoscimenti
Nella sua carriera, Ciraudo ha collezionato riconoscimenti importanti – due spicchi Gambero Rosso, tre galletti Il Mattino e il premio “La Pizza d’Autore” – ma li vive con equilibrio: “I premi fanno piacere, ma non sono un’ossessione. Se arrivano bene, se non arrivano continuo a cucinare per i miei clienti”. Dietro il banco di Diè Gustibus, però, c’è anche un filosofo del lievito: “Ogni impasto nasce da un obiettivo. Penso al risultato finale e regolo idratazione, farine e maturazioni di conseguenza. La gestione della fermentazione cambia sempre: ogni prodotto ha la sua logica”.
E nonostante la sensibilità artistica che lo porta a scrivere poesie o dipingere, resta profondamente artigiano: “Sono un creativo, sì, ma prima di tutto sono un pizzaiolo. Creo pizze, poi tutto il resto si adatta”.
Un augurio agli chef del futuro
A chi sogna di seguire la stessa strada, il suo messaggio è netto: “Gavetta, testa bassa e pedalare. Guardare i più bravi, capire ogni gesto, studiare. Ma soprattutto avere passione. Senza quella, non è il mestiere giusto”.
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E forse è proprio questa la chiave di Diego Ciraudo: un equilibrio raro tra istinto e metodo, tra poesia e disciplina. Perché in Diè Gustibus la sua pizza non nasce per stupire, ma per appartenere a lui, al suo territorio, a chi la assaggia e la riconosce come qualcosa di vero.







