Alla Mostra d’Oltremare di Napoli è stata presentata la dodicesima edizione per la guida Pizzeria d’Italia 2025: Ammodo, la pizza di Daniele Vaccarella conquista i Tre Spicchi rientrando con 90 punti nel gotha delle pizzerie italiane.
Di Emmanuela Governali
In questa edizione 2025, la guida Pizzerie d’Italia di Gambero Rosso ha fatto menzione di ben 750 locali: a 96 pizzerie sono stati assegnati i Tre Spicchi e a 16 le Tre Rotelle, conferendo il merito alle migliori pizzerie al piatto e al taglio/da asporto.
Il raggiungimento dei 90 punti ha permesso alla pizzeria palermitana Ammodo, del maestro pizzaiolo Daniele Vaccarella, la conquista dell’agognato Terzo Spicchio e garantendogli così l’entrata nell’élite delle migliori pizzerie di Italia.
La scalata al successo è stata rapida per Ammodo, considerando che la data di apertura del locale in Via Empedocle Restivo risale solo alla metà di novembre 2022.
Daniele Vaccarella, patron della pizzeria gestita insieme alla moglie Maria Luisa Di Marco, nei suoi quarant’anni di carriera ha collezionato moltissimi successi: fa la sua prima apparizione nella rinomata guida già nel 2015 e con Ammodo è Migliore Pizzeria della Sicilia 2023 e Pizzeria Eccellente per la guida 50 Top Pizza.
Per il Gambero Rosso aveva già conquistato i Due Spicchi nella guida Pizzerie d’Italia 2024 e oggi ci racconta la sua soddisfazione per aver raggiunto il massimo riconoscimento in quest’ultima edizione.
Come ci si sente ad essere classificati fra le migliori Pizzerie d’Italia per il Gambero Rosso?
“Sicuramente dietro questo successo c’è tanto impegno, sacrificio da parte di tutto lo staff e dei familiari che mi accompagnano in questa esperienza, in primis mia moglie che si occupa del reparto sala. Ovviamente si può fare sempre di meglio, raggiungere un risultato non è definitivo, bisogna stare sul pezzo e cercare di alzare l’asticella: non è sicuramente un punto di arrivo!”.
Quali sono stati i cambiamenti che in quest’ultimo anno vi hanno portato ai Tre Spicchi?
“Ci siamo focalizzati su due aspetti importanti: il miglioramento del servizio e un’attenzione maggiore per i dettagli. La pizza deve essere eccellente e per esserlo ci vuole un buon impasto, ottime materie prime ma oggi non basta solo questo: c’è bisogno di un buon servizio, pulizia e attenzione ai minimi particolari”.
Una pizza cotta al punto giusto o il suo arrivo al tavolo a perfetta temperatura, sono piccoli aspetti che si rivelano fondamentali per il mastro pizzaiolo. Partendo dalla forza lavoro si mira a garantire un’esperienza di qualità, complessiva di tutti gli aspetti del servizio: “Una pizza deve arrivare al tavolo ben cotta, ben condita e ben calda”.
Oltre al suo enorme bagaglio d’esperienze, cosa c’è dietro il successo della pizzeria Ammodo?
“Teniamo molto alla qualità, non siamo per i grandi numeri. Il nuovo sistema di prenotazione ad orari ci permette di garantire un servizio ben organizzato, anche facendo meno coperti”.
Un’innovazione digitale che va di pari passo all’ampliamento del personale – tre gli elementi in più in sala e altrettanti in cucina: “Un team così corposo permette di dare la giusta attenzione ad ogni singola pizza e a ogni cliente”.
Questo ampliamento si è reso necessario, sia perché in quest’ultimo anno si è passati da 70 a 90 coperti, sia in previsione della prossima attivazione del take away. E continua: “Con il sistema di prenotazione online avremo tutti maggiore autonomia, soprattutto il cliente che potrà prenotare comodamente da casa”.
Allora cosa si può fare per migliorare ancora? Pensa di sperimentare nuovi blend di grani antichi per il futuro?
“Nel 2015 ho registrato il blend Trinacria, costituito da grani antichi come Tumminia, Russello e Bianco Madonita. Lavorare queste farine molite a pietra, più rustiche, è sicuramente diverso rispetto alla lavorazione dell’impasto contemporaneo: siamo sempre in evoluzione. Queste farine hanno un contenuto glicemico più basso, hanno meno glutine e risultano più digeribili”.
Per quanto riguarda le novità aggiunge“Stiamo lavorando sul menù degustazione che verrà proposto fra qualche settimana, con l’idea di fare un tavolo sociale a partire da un minimo di quattro coperti. È un’iniziativa spiritosa che permetterà di degustare diverse tipologie di impasto, varie consistenze e farciture e persino la pizza dolce”.

LEGGI ANCHE: Ammodo a casa tua, la nuova scommessa (già vinta) di Daniele Vaccarella per la pizza d’asporto e delivery
Fra le numerose proposte in menù, quali sono le pizze più amate dai suoi clienti?
“La pizza più richiesta è la ‘Norma DOC’, una bianca con Fiordilatte, melanzana Violetta cotta al forno, riduzione di pomodoro corbarino, fonduta di ricotta salata e basilico fresco. Altrettanto richiesta è la ‘Crudi e Stracciati’, anch’essa con base Fiordilatte e condita fuori cottura con datterino giallo confit, prosciutto di crudo l’Artemano stagionato 24 mesi, pesto di basilico e pistacchi tostati al forno”.
E per ultimo ci tiene a sottolineare: “La preparazione di ogni ingrediente parte dalla base e merita la giusta attenzione. Facciamo le cose a modo”.






