Ci sono professioni che si scelgono e vocazioni che ti scelgono. Per Gianluca Trisolini, pasticciere e artista dell’arte bianca, la dolcezza, la vocazione e la creatività sono state un richiamo precoce: fin da bambino i suoi giochi non erano palloni o costruzioni, ma tegami, fruste, mestoli. Una predestinazione.
Eppure, nell’universo di questo giovane talento pugliese, c’è spazio anche per un altro linguaggio: la musica, la disciplina e l’armonia. Non una semplice passione, ma una disciplina che lo ha portato a diventare Maestro di violino e a conseguire la laurea al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari.
Un doppio binario – musica e pasticceria – che apparentemente sembrano distanti, ma che condividono lo stesso respiro: rigore, armonia, equilibrio, precisione e sensibilità tecnica. Non a caso, mentre perfezionava le arcate sul violino, Gianluca frequentava anche l’indirizzo di enogastronomia con diploma in pasticceria, unendo passione, studio e identità.
Il suo primo panettone porta con sé l’emozione delle grandi prime volte. “È successo nel mio laboratorio di Mottola, a casa – racconta – ed è stato un momento che non dimenticherò mai: anni di studio che diventavano un impasto vivo, profumato, vibrante, intenso e personale“.
Per un artigiano come lui, il panettone non è mai solo un prodotto: è una prova d’autore, una dichiarazione d’identità e un traguardo fondamentale. Fare il proprio panettone significa unire studio maniacale delle materie prime, instancabile ricerca, sensibilità tecnica e, soprattutto, amore.
La Puglia è la sua culla e la sua forza. Terra generosa, ricca di agrumi, mandorle, grano, profumi che sembrano scritti per chi lavora con la lievitazione naturale: un legame fatto di origini, memoria e territorio.
“A chilometri di distanza – confessa – il profumo degli agrumi è ciò che più mi riporta a casa”. Ed è proprio da questo legame che nasce la sua identità professionale: una sintesi tra tradizione, riconoscibilità e radici. Ma il talento, da solo, non basta. A soli 20 anni Gianluca apre la sua attività: una scelta coraggiosa, temeraria e visionaria.
Poi arrivano gli studi importanti, come il percorso presso la prestigiosa Aromacademy del Maestro Davide Malizia, campione del mondo: un cammino che lo ha temprato e gli ha regalato metodo, rigore e consapevolezza.
Il suo curriculum è un mosaico di tappe eccellenti. Il primo riconoscimento arriva durante il periodo scolastico, quando vince un concorso classificandosi al primo posto. Al Sigep 2018 è premiato come Miglior Gelatiere Nazionale Emergente: un esordio fatto di merito, energia e giovinezza.
Poi arriva il titolo di Giovane Imprenditore del Sud. E nel 2023 il prestigioso riconoscimento che lo vede Campione Nazionale di Cioccolato nel concorso Belcolade: un passaggio decisivo fatto di eccellenza, tecnica e precisione.
Nel 2024 fa parte della squadra che conquista il titolo di Campione del Mondo di Gelateria alla Gelato World Cup: un trionfo di orgoglio, teamwork e successo.
Nell’aprile 2025 un altro momento destinato a restare nella storia della sua città: la realizzazione della troccola in cioccolato, opera artigianale donata a Mottola che gli vale premi, interviste e un affetto popolare fatto di riconoscenza, stima e identità.
Perché Gianluca non prepara solo dolci: costruisce simboli, narrazioni e immaginari. Nelle sue creazioni convivono la tradizione pugliese e la pasticceria moderna, l’equilibrio francese e l’istinto italiano, lo studio costante e l’intuizione: un incastro di gusti, cultura e tecnica.
Ogni ricetta è una bilanciatura perfetta, ogni idea nasce da un ingrediente-emozione. È così che è nato, ad esempio, il panettone fondente e rum: ispirato da un viaggio in Messico, dalle piantagioni di cacao, da note intense, lontane e sensoriali.
Il lievito madre è il cuore del suo laboratorio, controllato con cura maniacale. Le sperimentazioni sono piccole deviazioni controllate, mai passi azzardati che compromettano un equilibrio fatto di tempo, sapienza e delicatezza.
Non tutte le sue creazioni restano in catalogo: alcune fanno il loro ciclo, altre diventano cult. È il caso del panettone cioccolato bianco e frutti di bosco, nato come abbinamento ardito e poi divenuto cult, richiesto e identitario.
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Ogni notte, prima di una consegna, l’adrenalina è la stessa di quando ha iniziato: un misto di attesa, giudizio e responsabilità. Formare giovani talenti gli capita spesso. Le prime cose che insegna non sono tecniche: sono disciplina e pulizia, principi di ordine, metodo e cura.
Oggi definisce il panettone il simbolo della festa, ma aggiunge: “Con le giuste rivisitazioni potrebbe vivere tutto l’anno”, parole da innovatore, artigiano e visionario. Gianluca Trisolini è così: un pasticciere per vocazione, un musicista per passione, un artigiano per scelta, un innovatore per destino. E ogni suo panettone è una composizione tecnica, vibrante e irripetibile.






