Non solo dunque alimenti di prima necessità come pane e pasta ma anche i cibi più amati dell’estate come il gelato rischiano un rialzo generalizzato dei prezzi.
Codacons e Assoutenti denunciano rialzi generalizzati per l’acquisto dei prodotti alimentari più diffusi durante la stagione calda. Dalla frutta fresca alla verdura, dalla pasta all’acqua minerale: i prezzi – stimano le associazioni dei consumatori – registrano aumenti a doppia cifra. A causare il “caro carrello” estivo sono soprattutto fattori esterni, tra questi gli effetti del cambiamento climatico che stanno decimando le produzioni agricole.
Secondo il Codacons l’aumento dei prezzi investe soprattutto prodotti largamenti consumati in estate come il riso, più caro del 32% rispetto al 2022, i pomodori (+12,8%) e altri vegetali a base di bulbi e radici come finocchi, carote e asparagi con rialzi medi del 23,6%.
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Al bancone si spende il 18,9% in più per acquistare un gelato artigianale. Costa di più anche bere birra, bevande gassate e succhi di frutta, oltre ad aperitivi alcolici e acqua minerale. Per le bevande i rialzi oscillano dal 10 al 19%, tanto al bar quanto al supermercato.
Secondo l’analisi di Assoutenti, quest’estate è in atto un’inversione di tendenza dopo la lenta discesa dei prezzi registrata nei mesi scorsi: il prezzo della pasta, oggi attorno ai 2,09 euro al kg, potrebbe salire ad una media nazionale di 2,29 euro. Mentre il prezzo del pane, che oggi è attorno ai 3,9 euro al kg, arriverebbe a 4,3 euro al kg.






