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Ciccio Vitiello con Cambia-menti trasforma la pizza in un’esperienza sensoriale che emoziona

Ciccio Vitiello porta una vera rivoluzione fatta di forme, emozioni, gusti, farciture e impasti del tutto innovativi oggi pronti a caratterizzare le frontiere del gusto.

Intense emozioni ed esperienze gastronomiche che lasciano il segno nella mente di colui che si perde nei meandri dei sapori più profondi della pizza del cambiamento, quest’ultimo inteso come percezione autentica di sapori e profumi combinati all’arte e alla maestria di chi la realizza. Questo è il core business di Cambia-menti su cui si basa la gustosa filosofia di Ciccio Vitiello.

Francesco Vitiello artista dell’arte bianca, pizzaiolo e panificatore impara il mestiere sul campo, da autodidatta infatti, dopo la prima esperienza con una pizzeria d’asporto nasce il suo progetto imprenditoriale Casa Vitiello Grande a Tuoro, frazione di Caserta. Qui nasce il suo primo impasto “alternativo” a base di canapa. Ecco che inizia a prendere forma la sua filosofia: differenziarsi in un territorio dove la tradizione risulta essere prerogativa fondamentale per creazioni di qualità, attraverso tecniche della cucina contemporanea dal tocco personale e innovativo in materia di impasti e combinazione di materie prime.

A distanza di pochi anni Vitiello sente però la necessità di cambiare il payoff del suo progetto creando qualcosa che portasse la gente a scegliere la sua pizzeria e gustare le sue creazioni basate su forme, consistenze e cotture. Da qui nasce l’idea di Cambia-menti (Via Generale Pasquale Tenga 84, Caserta – Tel. 392 472 3240), una location dove percorrere un viaggio gastronomico in costante evoluzione ma non solo, anche un luogo “intimo” dove Vitiello esprime al meglio se stesso e la sua arte.

E proprio l’arte diventa protagonista insieme alle sue creazioni, in un perfetto connubio di forme e sapori, capaci di catturare subito lo sguardo di chi si appresta all’assaggio. Il tutto espresso anche grazie alla maestria nel catturare i colori e le consistenze dell’arte fotografica di Francesco Roviello. Forme artistiche diverse, quadri e pizze d’autore si combinano perfettamente per dare vita a un’esperienza gastronomica emozionale di grande valore sociale, in cui la convivialità è il fulcro di tutto.

Quando si parla di arte bisogna anche fare riferimento alla geniale campagna marketing “tucosaprovi.itad opera di Ciccio Vitiello, realizzata in collaborazione con il fotografo Arsenyco.

Il primo indaga con i sapori e il secondo con immagini ma entrambi impegnati nel suscitare una reazione nel prossimo. Ed è proprio la reazione di sorpresa che si prova guardando questa campagna curata da RatioStudio, che sposta il focus dalla pizza e all’emozione che questo prodotto suscita, poiché è quest’ultima a lasciarci un ricordo, ad accompagnarci anche dopo l’esperienza.
Le stesse emozioni su cui si basa il percorso gastronomico che Vitiello ha accuratamente realizzato con maestria, arte e amore.

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Assolutamente da provare il menu degustazione composto da creazioni realizzati con ingredienti di eccellenza del territorio, secondo una visione di “km buono”, e delle diverse realtà internazionali. Al suo interno si trovano due creazioni che vanno oltre le convenzioni: la pizza al padellino al burro capace con le sue note fragranti di conquistare e avvolgere in un tripudio di scioglievolezza il palato di chiunque lo assaggi, una vera sorpresa per il palato. Nata dal connubio tra l’azienda Brazzale nota azienda lattiero-casearia, tra le più antica d’Italia con sede a Zanè (Vicenza), e il pizzaiolo gourmet Ciccio Vitiello presentata per la prima volta al Cibus di Parma 2022.

La seconda è una pizza dal nome per nulla convenzionale ma dal forte significato, simbolo di tutte quelle “critiche” negative di cui spesso pizzaioli e le loro creazioni sono protagonisti: “Recensione negativa” proclamata dagli esperti della guida “50 top pizza” Pizza dell’Anno 2022. Una pizza che esprime nella sua semplicità il tema della convivialità intesa come amore per il cibo, per la qualità e per il rispetto di persone che lavorano duramente e con passione.

Per conoscere meglio il concept di Cambia-menti e le pizze che lo rappresentano, abbiamo intervistato Francesco Vitiello, patron di questa interessante realtà.

Qual è il concept di Cambia-menti?

L’idea è quella di creare qualcosa di nuovo, innovativo in grado di spingere le persone a recarsi a San Leucio, piccolo borgo di Caserta e scegliere proprio me tra le tante pizzerie presenti in zona. Da qui nasce Cambia-menti che vuole essere una meta per chi ama vivere un’esperienza gastronomica che ricorderà e lo spingerà a tronare.

Se il payoff di Casa Vitiello era alternative di tradizione (non voglio cambiare la tradizione ma voglio dare un’alternativa) oggi invece si può parlare di forme, consistenze e cotture: da Cambia-menti è possibile trovare in degustazione non il classico giro-pizza ma un menu degustazione concepito per una persona che sceglie di fare quell’esperienza sensoriale ed emozionale, a partire dalla prenotazione fino alla mail finale di valutazione.

Com’è strutturato il menu degustazione?

Si chiama “Salto nel vuoto” verso forme e consistenze tutte da scoprire e assaporare. Il cliente al tavolo aprirà il QR Code e potrà scoprire il menu ma senza svelare il contenuto, con scritto “vieni con me”.

È strutturato in 7 portate dall’entrée al dolce. L’entrée è abbinato a bollicine di benvenuto, un modo per accompagnare il cliente verso il mondo delle mie creazioni. Seguono cinque portate a base di pizza, di cui l’ultima si caratterizza per un impasto davvero unico e particolare ovvero il padellino al burro, caratterizzate da diverse cotture e consistenze, pronte a stupire il cliente e condurlo verso un viaggio gastronomico emozionale sorprendente.

Il percorso si conclude con un dolce “Mis..cake, una Margherita per Ciccio” pensato da me e realizzato in collaborazione con Marco Merola della Pasticceria Contemporanea.

Raccontaci, dal punto di vista sensoriale, l’impasto con il burro.

Nell’impasto adopero il 35% di burro, utilizzando quello al finocchietto, all’erba cipollina o al sale affumicato. L’impasto viene fatto con la tecnica della biga, riposa 18 ore prima di aggiungere il burro aromatizzato. Viene quindi lavorato fino a ottenere una massa compatta che riposa due ore prima dello staglio. Viene lasciato riposare altre due ore, steso e infornato prima in forno a vapore e poi in forno statico. Al momento del servizio viene fatto un ultimo passaggio in forno statico su pietra refrattaria e poi la pizza viene sfornata e guarnita.

Il risultato è unico. Quando si affondano i denti prevale la tipica scioglievolezza di un cornetto ma con una texture che ricorda quello dell’impasto per pizza. Si tratta di una pizza che esprime al meglio il connubio tra pasticceria e panificazione. Tutto questo è frutto di una continua ricerca, studio e sperimentazione che nel corso degli anni mi ha permesso di essere non solo un pizzaiolo ma prima di tutti un panificatore. La base di tutti i miei prodotti è una biga e farine di grande pregio.

Curiosa la presenza in menu della pizza dal nome “Recensione negativa”.

È un manifesto rivoluzionario contro quelle che sono le recensioni negative, ora è possibile gustarla direttamente a tavola. Quando si va a mangiare la pizza è bello potersi abbandonare a un’esperienza sensoriale, senza necessariamente andare a cercare i difetti a tutti i costi.

Condita con mozzarella di bufala, pomodoro di Corbara, Pepe di Sichuan con un vivace retrogusto di lime, olio aromatizzato al limone e pesto di basilico. Per simulare la bruciatura viene utilizzata una crema fatta con olio e polvere di olive nere disidratate che crea l’effetto ottico di un fondo bruciato ma non solo, la polvere di olive ha un retrogusto amarognolo capace di simulare anche dal punto di vista gustativo la bruciatura.

© Riproduzione riservata

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