Nel mondo dorato della pizza, dove ogni ingrediente è sacro e ogni variazione è giudicata con sguardo severo da puristi e nonne partenopee, c’è qualcuno che ha deciso di distruggere le regole con il sorriso sulle labbra.
È Matthew Sullivan, conosciuto come Chef Sully, una delle figure più eclettiche del panorama gastronomico canadese, ex chef stellato convertito alla causa più controversa di TikTok: la pizza creativa (anzi, creativissima). Altro che Margherita! Qui si parla di dischi volanti di gusto, con topping che sembrano usciti da un sogno (o da un incubo). Eppure, contro ogni logica, le sue pizze sono un trionfo di sapori e like.
Sully non solo osa: conquista. Nessun rimorso per la sua base Margherita con mozzarella a blocco, cetriolini sottaceto, jalapeño, pepperoni, mix “Everything Bagel”, rifinita fuori forno con miele e parmigiano grattugiato. “Mindblowing!”, esultano i follower. E se pensate che sia troppo, aspettate di vedere la pizza bianca con purea di mela, porchetta, salsiccia “italiana”, pecorino e salsa calabrese. “Game-changer”, dicono. C’è anche chi replica la sua follia preferita: mozzarella, uva, feta, pecorino, prosciutto e menta.
Da “Italians mad at food”, ma irresistibile. Poi arriva la pizza patriottica: olive kalamata, salumi vari, pomodori secchi e jalapeño, con spezie BBQ e flambé al whiskey e sciroppo d’acero. Più che una pizza, un colpo di scena. La frutta? Non è più un tabù. Dopo la combo con banana, bacon e tandoori, Sully risponde a chi gli suggerisce “pere e frutti di bosco” con una creazione con pollo fritto allo zenzero, lattughino, tortilla croccante e salsa ranch al gochujang. Tutto su base bianca al sesamo. Incredibile? Sì. Ma funziona.
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E non si vive di sola pizza: il suo ramen con burro d’arachidi, uovo in camicia e ginger ale è il manifesto della cucina anarchica. Nel suo podio personale, al terzo posto troviamo una base bianca con jerk sauce giamaicana, burro d’arachidi, manzo al chili e vino rosso, rifinita con hot honey e cipollotto. Una pizza teatrale e sbagliata nel modo giusto.
Quale sia la sua “medaglia d’oro”, non lo sappiamo. Ma Chef Sully ci ricorda che anche i piatti più sacri possono essere un gioco. La tradizione è importante, ma ogni tanto una banana e un po’ di whiskey flambé possono insegnarci qualcosa sulla libertà in cucina. Next time, prima di giudicare… assaggiate.






