La storica Pizzeria Centrale di Pontassieve torna a splendere ad ottobre del 2023 grazie alla lungimiranza, testardaggine e amore di Andrea Bongi, pizzaiolo da più di trent’anni e uomo con le radici ben solide nella sua terra.
Eppure, la sua storia inizia a scriversi diversi anni fa. Pizzeria Centrale apre le sue porte nel lontano 1955 e dopo quattro anni il padre di Andrea vi inizia a lavorare da dipendente sino al 1969 quando la rilevò e la mantenne per un decennio per, poi, doverla vendere.
“Da alcuni anni il vecchio proprietario mi diceva di riprenderla, che era mia e della mia famiglia, ma obiettivamente non era un’offerta accettabile, era completamente tutto da rifare – racconta Andrea Bongi – venuto a mancare nel 2022 la proprietaria del fondo mi disse: Queste sono le chiavi della Centrale, se te la senti…”
Andrea se la sente, se la sente eccome. Vi entra con un geometra, valuta e sogna. Dopo sei mesi di lavori, la storica Pizzeria Centrale riapre le porte. Ma è completamente un’altra cosa rispetto a come era originariamente, molto spartana e di riferimento per mangiare una pizza con solo 10 euro. Oggi, Centrale è una pizzeria contemporanea, consapevole, radicale nella qualità, tanto da essere già entrata, a meno di due anni dall’apertura, nella prestigiosa classifica di 50 Top Pizza 2025. E non per caso.
“Ho fatto la scelta di prendere determinati prodotti e puntare su una qualità altissima – spiega Andrea – Quasi tutti i prodotti sono a km 0 o presidi Slow Food provenienti da piccole realtà italiane. Dai grani antichi siciliani, come la Timilia e il Perciasacchi del Molino Riggi di Caltanissetta, ai pomodori San Marzano e alla provola da Genova. La ricerca è continua, precisa, etica – conclude – E adesso siamo anche entrati nell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food per i presìdi e i prodotti della comunità Slow Food che dominano in cucina”.

Ogni pizza è una sintesi gustosa e coraggiosa, ma tra le più amate in menù figurano la Casentinese con fiordilatte campano, porcini da Andrea stesso raccolti e prosciutto crudo di maiale grigio del Casentino, e la Cosacca DOC con antichi pomodori lunghi di Napoli, conciato romano di Le Campestre, basilico fresco. Sapori decisi, identitari, lontani dal cliché della pizza gourmet “per pochi”. Qui tutto è pensato per essere condiviso, goduto, ricordato. La clientela è affezionata e trasversale, tanto da raggiungere Pizzeria Centrale anche da Firenze e Prato.
Poi, l’imprevedibile, un fulmine a ciel sereno.
“Una mia amica mi chiama e dice: Andrea, ma da te è passato un ispettore di 50 Top Pizza? Sei citato a Milano alla presentazione! – racconta Andrea – Chiesi conferma che non fosse uno scherzo, non ci credevo, eppure era tutto vero”.
Nel giro di pochi mesi arrivano anche altri riconoscimenti, il Premio Diplomatico del Gusto e il plauso del Gambero Rosso. Ma Andrea, si percepisce senza alcun minimo dubbio, è uno che si esalta più per l’impasto riuscito che per una medaglia.
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“A me piace stare a fare pizze, ad essere sincero. I riconoscimenti ci stanno, ma ora è tutto un di più – dichiara Andrea Bongi – L’importante è che chi si siede al tavolo abbia sempre la pizza perfetta. Quello è il loro momento, e io voglio che sia speciale”.
Pizzeria Centrale non è solo un luogo dove si mangia bene. È un ritorno alle origini, un atto d’amore per un mestiere antico, una scelta di coerenza in un mondo che spesso rincorre le mode. È la dimostrazione che le storie belle, se hanno cuore, trovano sempre la strada per tornare a brillare.






