Brucio non si ferma più. Dopo aver conquistato i palati di Piazza delle Coppelle e Testaccio, il format di pizzeria che celebra l’incontro tra la tradizione capitolina e l’innovazione gastronomica continua l’ascesa a Roma e inaugura la sua terza e imponente sede nel cuore del quartiere Prati.
Stiamo assistendo davvero a una marcia inarrestabile della pizza romana, sempre più amata dal pubblico local e non solo.
Soddisfazione espressa da uno dei soci, Alessandro Nanni: “Abbiamo ampliato il nostro target, portando la ristorazione romana con qualche piatto rivisitato e puntando sulla nostra ormai celebre pizza romana, bassa e scrocchiarella. Si punta su un prodotto caratterizzato da materie prime di alta qualità che vengono traslate su un disco di pasta. È la nuova visione di pizza che aggiorna un alimento veloce, fruibile e alla portata economica di tutti“.
“Anche una famiglia media di quattro persone può uscire per una serata fuori casa senza necessariamente impegnarsi in un grande esborso. Ciò determina il successo della nostra offerta che si struttura all day. Si parte a pranzo, per poi passare all’aperitivo arrivando alla cena e all’after dinner. L’esperienza di Brucio che si aggiorna in questa terza apertura si è ormai consolidata nel panorama non solo romano. E anche presso gli addetti del settore. Infatti siamo stati invitati a Dubai e Hong Kong per illustrare il nostro format”.
Brucio Prati occupa ben 300 mq e offre una capienza di 150 coperti, distribuiti equamente tra l’ambiente interno e il dehors. L’arredamento riprende l’eleganza sofisticata della sede di Coppelle, dominata dal velluto verde, da dettagli dorati, pavimenti in marmo e soffitti alti, arricchiti da lampadari di design.
Se il menu, a cura dello chef Antonio Romano, è saldamente ancorato alla tradizione romana, il pezzo da 90 è rappresentato dall’offerta della pizzeria dove il dominus assoluto è Alessandro Petrolà. Qui siamo nel regno della tonda romana, leggera, croccante e altamente digeribile. Come spiega il pizzaiolo: “Si lavora con un’idratazione al 60-62% e minimo 96 ore di maturazione. La qualità parte dalle farine, utilizziamo Iaquone, per un panetto che pesa complessivamente 190g.
Impasto prettamente diretto, poi lo sezioniamo e sottoponiamo ad un’ossigenazione controllata in un frigo a 2°. Ritengo che il successo della romana sia attribuibile all’effetto crunchy, la croccantezza è il cavallo di battaglia. Senza poi tralasciare il dialogo con la cucina che ci permette topping di altissima qualità e creatività. Dal must Scarola e Alici, passando per Amatriciana e Carbonara che, per il nostro pubblico, non sono più necessariamente un piatto di pasta”.
Brucio Prati segna anche il debutto della pizza in teglia, situata in uno spazio adiacente curato dal pizzaiolo Marco Di Pinto, cui si affiancano anche le proposte dolci della pastry chef Sabrina Sforza.
Altro plus è il cocktail bar interno per chi ha voglia di un innovativo e affascinante pairing pizza-drink. Il barman Gabriele Lombardo ha ideato lista che spazia dai classici ai signature, con un focus su centrifugati, aloe e miscelazione a base di frutti esotici. Il bartender confessa di proporre sempre: “abbinamenti arditi ma ben costruiti.
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Non è facile il pairing con i cocktail, bisogna lavorare con l’acidità del pomodoro o la complessità dei formaggi. Per lavorare al meglio noi puntiamo sull’autoproduzione e homemade per dare un taglio sartoriale alla proposta. Da noi la fa ancora da padrone il gin tonic, grazie alla grande varietà esposta in un carrello che fa ingolosire subito il cliente”.







