Nel cuore della Puglia un progetto che trasforma la pizza in un’esperienza gastronomica completa.
“Brando è il luogo in cui ho scelto di esprimere la mia idea di ristorazione. La pizza è il cuore del progetto, ma attorno ad essa ruotano cucina, cantina e mixology, perché credo che oggi un’esperienza gastronomica debba essere completa e coerente. Più che una pizzeria, Brando è un laboratorio di ricerca quotidiana. Ogni nuova pizza nasce da uno studio che parte dall’ingrediente, passa attraverso le tecniche di lavorazione e arriva fino al servizio e all’abbinamento nel bicchiere. Non mi interessa stupire con effetti speciali: voglio costruire sapori riconoscibili, eleganti e soprattutto equilibrati. La mia ambizione è che il cliente, entrando, percepisca immediatamente un’identità precisa e uno stile che non potrebbe trovare altrove”.

Con queste parole, la celebre Roberta Esposito, pizzaiola campana de La Contrada di Aversa, oggi tra le voci femminili più autorevoli del settore, racchiude la filosofia di Brando Pizza Bistrot. Siamo a Gioia del Colle (Bari) nel cuore della Puglia, terra d’elezione della mozzarella vaccina. Il concept nasce a fine 2025, dall’incontro tra Andrea Brandonisio, alla guida di Gioiella, storica azienda leader nella produzione di latticini, e Roberta. Il trait d’union, valorizzare uno dei protagonisti sul disco di pasta, la mozzarella.
Pizza d’eccellenza grazie a materie prime di qualità
“Lavorare a Gioia del Colle – aggiunge Esposito – significa confrontarsi ogni giorno con una cultura della mozzarella molto radicata. Qui il cliente riconosce subito la qualità, per questo sceglierla non è un dettaglio, ma una responsabilità. Detto questo, credo che oggi sia riduttivo pensare che bastino ingredienti eccellenti per fare una grande pizza. La materia prima è indispensabile, ma è il pizzaiolo a darle valore. È lui che deve conoscere come ogni ingrediente reagisce alla cottura, come dialoga con gli altri e quale ruolo avrà nell’equilibrio finale. La pizza è un insieme di dettagli: impasto, fermentazione, temperatura, idratazione, tempi, condimenti e sensibilità. Quando tutti questi elementi lavorano nella stessa direzione nasce una pizza davvero memorabile”.
Brando si presenta come un bistrot contemporaneo dal design curato, dove forno, cucina e bancone bar dialogano in modo continuo per costruire un’esperienza gastronomica trasversale.

L’intesa con Andrea Brandonisio è stata immediata: “La pizza è uno dei simboli più amati dell’Italia nel mondo e, proprio per questo, merita di essere valorizzata al massimo, a partire dalla qualità delle materie prime. Da Brando Pizza Bistrot vogliamo darle il giusto lustro, lavorando con ingredienti eccellenti e ricercati, mantenendo sempre un equilibrio sostenibile tra qualità e prezzo. La nostra sfida è esaltare ciò che rende davvero grande una pizza: la semplicità fatta con cura, rispetto e passione”.
Un menù d’autore
Scorrendo il menù la proposta è in grado di soddisfare i palati più esigenti. La carta delle pizze è segmentata in pizze al padellino, le sette margherite di Roberta, le pizze d’autore, le iconiche e le pizze nel ruoto. Nella sezione delle ‘7 Margherite di Roberta’ spicca la Margherita Assassina, che omaggia la Puglia con salsa all’assassina, burrata ‘Gioiella’, caciocavallo di grotta ‘Gioiella’, pesto di basilico e olio EVO pugliese ‘Terre Sorelle”. Tra le novità di questa estate, da non perdere, la Parmigiana Fumè con Pomodoro San Marzano, Caviale di Melanzana Viola, Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi, Perline di Mozzarella “Gioiella”, Fonduta di Grana e la Solea con Provola affumicata, crema di limone arrostito, limone candito, zest di limone, misticanza marina, pepe al limone.

Menzione per la richiesta Sottile di Roberta Estiva, un trionfo di Misticanza dell’Orto, Gamberi, Pesca, Mozzarella DOP di Gioia del Colle “Gioiella”, Bottarga di Muggine e Lime.

Per chi avesse voglia di esplorare i piatti, la cucina affianca la pizzeria con un respiro internazionale, con un menù che spazia da tapas e piccoli assaggi fino ad antipasti d’autore. I primi piatti rileggono la tradizione con creatività, come ‘Credevo fosse alla Nerano’, spaghettoni Mancini in salsa di pecorino, guanciale romano e capocollo croccante; mentre i secondi abbracciano varie contaminazioni.
L’american bar per un’esperienza completa
Ad aumentare il fascino di Brando un american bar con un bancone scenografico e una drink list che unisce twist on classic e cocktail d’autore. Ogni drink è concepito come un percorso sensoriale e trova abbinamento naturale con pizze e piatti.
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“La birra resta un compagno naturale della pizza e continuerà ad esserlo, ma oggi sarebbe un limite fermarsi a questo – conclude Esposito – La pizza contemporanea ha raggiunto un livello di complessità tale da meritare lo stesso approccio che si riserva ai grandi piatti della cucina. Ci sono pizze che trovano il loro equilibrio ideale con un vino e altre che si esprimono al meglio attraverso un cocktail costruito intorno ai loro profumi. A Brando il pairing non nasce dopo aver creato la pizza: spesso viene pensato insieme ad essa. È un dialogo continuo tra cucina, pizzeria e bancone del bar, perché ogni elemento dell’esperienza deve contribuire a valorizzare il successivo. Credo che il futuro passi anche da qui: far capire che non è più soltanto un piatto popolare, ma una proposta gastronomica capace di confrontarsi con il mondo del vino, della miscelazione e dell’alta ristorazione senza perdere la sua anima”.







