Ricominciare dal basso, dall’essenziale, da ciò che ha sempre funzionato e che il consumatore ha sempre richiesto: la semplicità coniugata alla qualità. Questa è, in estrema sintesi, la filosofia che sottende a Roma, nel quartiere Eur Torrino, a BASSA! – Pizza Romana Popolare.
Dietro il progetto ci sono Andrea Previtera e Stefano Rinaldi, entrambi classe 1993. Il loro percorso imprenditoriale nasce nel 2018 con Lievito Pizzerie, realtà che conta oggi quattro sedi nel territorio romano.
Il nome non è casuale. “Bassa” è l’impasto: un panetto ridottissimo, tra i 140 e i 150 grammi, steso a mattarello fino a ottenere una base sottile e croccante che per decenni ha rappresentato il simbolo della pizza romana più autentica.
Punto di forza è un menù che parla a tutti, senza rincorrere le mode.
“La clientela torna sempre dove trova qualcosa di molto tradizionale. Abbiamo inserito nell’80% del menù pizze classiche e regolari – spiega Previtera – perché alla fine è lì che si torna”.
Il locale è stato volutamente collocato lontano dai flussi turistici, in una zona residenziale con parcheggio abbondante, elemento tutt’altro che secondario per ricreare l’esperienza della pizzeria di quartiere anni Ottanta: quella in cui si usciva di casa, si trovava posto facilmente e si stava comodi.
“Chi sta a casa e non ha voglia di cucinare, scende e con una cifra accessibile può permettersi tranquillamente una pizza”. Un modello semplice, quasi antico nella sua logica, ma efficace.
A un mese dall’apertura, BASSA ha registrato un’affluenza superiore alle aspettative, con clienti provenienti anche da fuori Roma. Un riscontro che ha sorpreso positivamente la proprietà.
“È il segnale di qualcosa che mancava – aggiunge Previtera – non un’altra pizzeria gourmet, non l’ennesima reinterpretazione con topping ricercati. Ma un posto che sapesse essere ciò che la pizzeria romana è sempre stata: conviviale, generosa, onesta”.
Dietro la semplicità si nasconde però un lavoro tecnico rigoroso: big a, temperature controllate, maturazione e lievitazione calibrate con precisione. Il risultato è un impasto leggero e digeribile, nonostante la stesura a mattarello.

“Chi vede un panetto da 150 grammi pensa che sia inutile curare la lievitazione. È esattamente il contrario”. La croccantezza è uno dei capisaldi del locale, in controtendenza rispetto alla pizza contemporanea dal cornicione pronunciato. “Non è una moda effimera, ma un ritorno alle radici della pizza italiana”.
L’offerta gastronomica nasce dalla consulenza di David Boncompagni, pizzaiolo responsabile della pizzeria Slice di Ostia, che ha affiancato la proprietà nello sviluppo del menù.
La pizza di Bassa! segue la tradizione
Le pizze della tradizione romana costituiscono l’ossatura dell’offerta, tra bianche e rosse, affiancate da una sezione speciale con cinque proposte. Tra queste: Boscoffee (funghi, patate, provola e timo), Pollo e Patate e la Vegana con ceci, tahina e misticanza ripassata.
Anche qui la linea resta coerente: abbinamenti creativi ma ingredienti riconoscibili, senza eccessi di tecnica o artifici gastronomici.
Non mancano richiami alla cultura popolare degli anni Ottanta, con i calzoni, protagonisti delle pizzerie di quartiere. Fritti e poi terminati in forno, per una croccantezza esterna più marcata. Le varianti includono broccoletti e salsiccia, pomodoro e fior di latte, funghi e prosciutto cotto.
Tra le proposte finali spicca un tocco pop: il cono di pizza, omaggio alla merenda di strada e all’immaginario capitolino, con micro calzoni al forno spennellati con burro fuso e zucchero di canna e farciture come pane e cioccolato o crema pasticcera.
La coerenza territoriale si estende anche al beverage, con una carta vini curata dall’enologo Edoardo Maria Bove, che valorizza vitigni laziali come Trebbiano, Malvasia e Cesanese.
A chiudere il percorso, una selezione di liquori e amari regionali firmati Sarandrea – tra cui Genziana, Amaro San Marco, Ratafia, Finocchietto e Carciofo – legati alla tradizione erboristica del territorio.
Sul futuro, Previtera conclude: “BASSA è stato progettato fin dall’inizio come un format replicabile. L’orizzonte è la Capitale, con possibilità di espansione anche in altre città come Milano, dove altri pizzaioli romani si sono già affermati con successo”.






