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Assurdo paragonare una pizzeria ad un ristorante gourmet per i prezzi

In pizzeria si può spendere come in un ristorante gourmet. Questo è il titolo di un articolo pubblicato su un giornale online.

Dove siamo? In una pizzeria di Briatore che effettivamente ha prezzi esagerati, per gente parvenu? Ma comunque anche lì non hanno niente da paragonare ad un ristorante gourmet, per cui a questo punto ci è venuta la curiosità di leggere l’articolo. Ma quale Briatore! Si tratta di una pizzeria palermitana in cui l’autore si è recato un venerdì. Riporta alcuni prezzi: la pizza margherita, che in genere è la più ordinata, € 8, altre pizze a 9 e 10 euro, poi definita esagerata la quattro gusti € 12 fino ad arrivare ad una che costa la bellezza di € 16.

Anche le bevande fanno parte della “fiera delle esagerazioni”: acqua € 2,  birra alla spina € 6, per non parlare di una bottiglia di vino addirittura € 24. A questo punto l’autore si alza e se ne va.

Ci dispiace per lui, ma dobbiamo dedurre che erano almeno 5 anni che non si recava in una pizzeria, e tanto meno in un ristorante specie se gourmet, almeno in una di quelle che per il locale, l’uso di farine e impasti, di prodotti per il topping di qualità trovate lodate nelle migliori guide di settore e nei siti di recensioni tipo Tripadvisor e The Fork.

Noi, anche se non spesso, andiamo in una buona pizzeria, come andiamo in una trattoria economica o in un ristorante stellato e possiamo assicurare che i prezzi riportati non sono molto più cari di prima della pandemia, prima che l’esagerata, questa sì, inflazione avesse fatto in pratica quasi raddoppiare i prezzi di tutte le materie prime e dell’energia che ristoranti e pizzerie sono costretti ad affrontare.

Per cui non vediamo lo scandalo se in pizzeria si possa spendere anche € 25, se poi oltre alla pizza si prende antipasto e dessert chiaramente diventano 3 portate e il costo sale, come non lo vediamo se una trattoria ne costi 40, un ristorante 50/60, un ristorante stellato 150, un tristellato almeno 300. Ognuno ha il suo target, i suoi costi, i suoi clienti e se non riuscisse ad essere in attivo state sicuri che chiuderebbe o ridurrebbe i prezzi.

Rimane assolutamente la più economica la cena in pizzeria anche perché se uno non si vuole sfondare di cibo, una pizza specialmente se condita anche con verdure, formaggi e salumi già costituisce un intero pasto, addirittura ipercalorico.

LEGGI ANCHE: Pizza, come farla senza che la notte venga sete

Oggi le pizzerie, almeno la maggior parte, fanno a gara per offrire al cliente pizze di eccellenza che chiaramente a loro costano di più. Farine pregiate, lunghe lievitazioni e maturazioni, topping con prodotti di eccellenza e quindi non economici. Ci sono tanti pizzaioli che vanno fieri del loro lavoro, basta sfogliare questo giornale, frutto di studio e di sperimentazione, per cui dietro anche alla più semplice delle pizze, il costo non può assolutamente valutarsi sommando algebricamente gli ingredienti. Cura che molti estendono all’arredamento del locale, ad un servizio più professionale, facendo sì che il cliente recandosi in pizzeria passi una serata piacevole con cibo gustoso e spendendo meno che nella totalità dei ristoranti.

Inoltre, come nella ristorazione si trova grande variabilità di prezzi, ci sono pizzerie molto più economiche dove una cena pizza e bibita costa € 15 e anche meno.

Poi scusate, c’è una legge universale, anzi l’unica legge che non ammette contestazioni, la legge di mercato, quella della domanda e dell’offerta, per cui se un qualsiasi servizio è troppo caro non viene venduto, quindi se la gente continua ad andare in pizzeria è perché ritiene che sia equo spendere una certa cifra e se oggi i locali, almeno alcuni, cominciano a non essere più sold out è dovuto al caro vita, all’esagerato aumento di tutti i prezzi per cui gente che ha magari perso il lavoro, che ha uno stipendio fisso in pratica fermo da molti anni, comincia a spendere meno cenando fuori. A questo punto la legge di mercato farà si che i prezzi diminuiranno o almeno non cresceranno più.

Consigliamo all’autore di ripensarci, di scegliere una buona pizzeria, di andarci, di gustare un’ottima pizza, magari invece di cenare fuori una volta alla settimana, ci andrà una volta in 15 giorni, e se ci va con degli amici gli auguriamo di trascorrere una lieta serata.

© Riproduzione riservata

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