Non tutti i menù nascono uguali. Alcuni si limitano a proporre una sequenza di piatti, altri diventano dichiarazioni di intenti, opere corali che raccontano un percorso culturale e umano.
È questo il caso del nuovo menù di Al Sileo, firmato dal pizzaiolo Andrea Brunetti, che trasforma la pizza contemporanea in terreno di sperimentazione e dialogo con l’alta cucina. La nuova carta, arricchita anche dalle collaborazioni con chef stellati come Michelangelo Mammoliti, Fabio Ingallinera e Ugo Alciati, è un mosaico di suggestioni e ricerca.
Ma tra tutte le proposte, una spicca con forza e intensità: “Alta Frequenza Tourette”. Non è soltanto una pizza, ma il manifesto di un vissuto che diventa racconto gastronomico. Con questo piatto, Brunetti porta in tavola la sindrome con cui convive da sempre, trasformandola in un atto di coraggio e di condivisione. Non un vezzo, né una provocazione: è un gesto che restituisce dignità a una condizione spesso fraintesa, aprendo uno spazio di dialogo attraverso il linguaggio universale del cibo.
La ricetta si ispira a suggestioni orientali e sorprende già alla vista. Il katsobushi, mosso dal calore, sembra animarsi, quasi a dare respiro alla pizza. Attorno a quel movimento vibrante si compone un quadro preciso e armonico: fiordilatte, pomodorini, maionese alla salsa ponzu, crumble di wasabi, furikake, cipollotto, polvere di limone nero, sesamo e alga nori tostata. Ingredienti scelti non soltanto per il gusto, ma per la capacità di evocare energia, vitalità, forza in movimento.
È una pizza che “vive” e che, con la sua estetica pulsante, diventa metafora della sindrome stessa: imprevedibile, intensa, impossibile da ignorare.
Al Sileo si conferma così non solo un ristorante, ma un luogo di rinascita e racconto, un rifugio urbano dove fragilità e bellezza si intrecciano e trovano espressione nella cucina.
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Con questa creazione Andrea Brunetti firma una delle pagine più personali e autentiche della pizza contemporanea: un piatto che non si limita a nutrire, ma che sa dare voce a una malattia e trasformarla in emozione condivisa.






