C’è un momento, nel percorso di ogni artigiano, in cui l’emozione diventa destino. Per Alessandro Lanzetta, quel momento ha il profumo di una Margherita imperfetta e la forza di una rivelazione: “Era fatta in casa, semplice, ma in quell’impasto ho capito che quella sarebbe stata la mia strada”.
Da quell’intuizione nasce la filosofia che oggi dà forma e sostanza a Quinta Essenza Pizzeria, aperta nell’ottobre del 2023 a Villa Literno. Un locale nato in famiglia, costruito con pazienza e amore, dove ogni pizza è un racconto di equilibrio e identità.
“Fare una buona pizza è questione di tecnica”, spiega Alessandro, “ma fare la tua pizza è un’altra cosa. È metterci dentro chi sei: il tuo gusto, la tua terra, la tua idea di leggerezza.”
Il suo legame con il territorio è viscerale. “Quando sento il profumo del Pomodoro di Villa Literno o assaggio la mozzarella fresca del caseificio che mi rifornisce, mi sento subito a casa. Voglio che nei miei impasti e nei miei topping ci sia l’anima di questa terra.”

Il rispetto per l’impasto è il suo dogma: tempi lunghi, maturazione lenta, ascolto della materia. “Puoi cambiare farine o condimenti, ma la cura del tempo non si tocca. È il cuore di tutto.”
E proprio da questa filosofia nascono creazioni che raccontano la Campania contemporanea con una voce chiara, mai gridata. C’è, ad esempio, la Crocchè del Marinaio, un gioco di consistenze e memorie: un crocchè di patate che profuma di mare, con baccalà, capperi, olive e prezzemolo, impreziosito da una doppia maionese — al pepe e al prezzemolo — che trasforma un comfort food popolare in un piccolo boccone d’autore.
Poi c’è Er Patata, una pizza “scrocchiarella” che esprime al massimo la sua idea di gusto materico e pulito: fior di latte, patate cotte al vapore, pancetta paesana, pomodoro rosso secco e crumble di pane per un equilibrio perfetto tra cremosità e croccantezza. È un omaggio alla semplicità fatta bene, alla pizza che non deve sorprendere per forza ma farsi ricordare.

La Uovo e Tartufo è la sua firma più elegante, la sintesi del suo percorso. “L’uovo è un ingrediente poco valorizzato in pizzeria, ma per me meritava spazio”, racconta. Su quella base di fior di latte si intrecciano la stracciatella d’uovo bio, il tartufo, i ciuffi di ricotta, il pepe e l’olio extravergine. “All’inizio qualcuno non capiva l’idea, poi è diventata un cavallo di battaglia. È una pizza che parla piano, ma arriva forte.”
Il viaggio prosegue con la Tonno Dorato, dove la tradizione mediterranea incontra l’armonia: tonno artigianale, patate al vapore, peperone verde di fiume e maionese al prezzemolo. Una pizza che profuma di sole, di porto, di mare calmo.
E c’è anche l’irresistibile Avocado di un Salmone, la sua interpretazione più cosmopolita: provola affumicata in paglia, cipolla di Tropea grigliata, pomodorini semidry, salmone norvegese affumicato e crema di avocado con pepe e limone. Una combinazione elegante, dal sapore internazionale ma con l’anima ben piantata nella sua idea di equilibrio.
Chiude il percorso un dolce che racconta la parte più sperimentale del suo laboratorio: Dolce Bosco, una pizza a due cotture – prima fritta, poi al forno – con crema pasticcera e frutti di bosco. Il morso è goloso e leggero, come una promessa mantenuta.
Alla Quinta Essenza, ogni pizza è il risultato di una riflessione più profonda: quella tra tecnica e istinto, rigore e sensibilità. “La creatività e la precisione camminano insieme”, dice Alessandro. “E l’impasto, come le persone, va ascoltato. È vivo, cambia ogni giorno.”
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Equilibrio, identità, verità: tre parole che tornano spesso nel suo racconto e che si ritrovano in ogni fetta. Perché per Alessandro Lanzetta, la pizza non è un mestiere, ma un modo per restare fedeli a sé stessi – e per restituire al mondo un pezzo di quella sincerità che solo la farina sa conservare.
E ogni volta che il forno si apre e l’aria si riempie di profumo, a Villa Literno sembra che il tempo si fermi un istante, per ricordare che la quinta essenza, in fondo, è la semplicità.






