Nel centro di Verona, dove le pietre raccontano storie e i profumi si mescolano a passi lenti, c’è un luogo dove la pizza ha ritrovato dignità, profondità, anima.
Si chiama Du de Cope, ed è la pizzeria voluta da Giancarlo Perbellini, chef veronese tre stelle Michelin, che ha scelto di restituire alla pizza quella sincerità che troppo spesso si perde tra mode e forzature. Qui, niente fronzoli. Solo passione vera, impasti curati, lievitazioni lente e ingredienti scelti con rispetto.
Il forno a legna, costruito artigianalmente a Napoli, è il cuore caldo di uno spazio che profuma di casa, incorniciato da maioliche di Vietri e da gesti che raccontano mestiere. Il servizio è attento ma mai invadente, l’ambiente è quello di una pizzeria di paese rivisitata con buon gusto. Il menu è una dichiarazione d’amore per la pizza fatta bene. Come la Margherita di bufala, un classico senza tempo esaltato dalla freschezza della mozzarella di bufala, il pomodoro selezionato, basilico e una spolverata di Grana Padano Riserva.
Oppure la Calvetti Plus, dove l’equilibrio tra mascarpone, ricotta, fiori di zucchina e prosciutto cotto Capitelli crea un’armonia che sorprende e conforta. Per chi ama i sapori più intensi, c’è La Norma, con melanzane, ‘nduja, ricotta salata e un pesto al basilico che chiude il cerchio con un tocco di freschezza.
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Ogni pizza nasce da un impasto a lunga lievitazione, pensato per essere leggero, digeribile, vivo. Il risultato? Una base fragrante, un morso che sa di forno e pazienza, un’esperienza che resta. E se si vuole completare il viaggio, ci sono le proposte fuori pizza: parmigiana, insalate, tartare e, naturalmente, i dolci.
Il millefoglie di Perbellini è più che un dessert: è un ritorno a casa. Du de Cope non è solo un posto dove si mangia bene. È un angolo di Verona dove il tempo rallenta, dove ogni dettaglio ha un senso, dove anche una pizza riesce a raccontare qualcosa di più grande.






