A Venezia, proprio all’indomani dallo sbarco di Deliveroo sulla laguna, accende la polemica il rifiuto della consegna a domicilio di Chiara Valentini, titolare del Giardinetto di Mira.
Di sicuro in controtendenza con gli attuali trend la scelta di Chiara Valentini, tanto più che in Nuova Zelanda sta iniziando a diffondersi la nuova frontiera del delivery con i rider-robot. Dall’altra parte del mondo le logiche del profitto e l’avanguardia tecnologica cambiano l’ordine degli addendi e, conseguentemente, anche il risultato.
Un business milionario che vede la Nuova Zelanda in prima linea, avendolo già sperimentato nel 2016, ma che ha tutte le carte in regola per raggiungere una portata globale: precisione, replicabilità e rapidità delle consegne. Questo meccanismo si sta diffondendo anche negli Stati Uniti, coinvolgendo diverse catene alimentari.
Sulla laguna c’è invece chi come Chiara Valentini pensa a ciò che manca con il delivery robotizzato: il contatto umano. Chiara è titolare del Giardinetto di Mira da 10 anni, ma vi lavorava già durante gli studi universitari in Economia Internazionale. Una volta terminato il suo percorso di formazione ha rilevato il locale e ha fatto proprio della condivisione umana ed empatica con gli ospiti la cifra stilistica della sua pizzeria.
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Così Chiara ha detto no a JustEat, nota piattaforma di consegne a domicilio, proprio a qualche giorno dall’ingresso in città di Deliveroo, che raggiunge ormai quasi 40 milioni di italiani in circa 1.500 città. Sulla laguna ovviamente la situazione muta e la figura del “rider” è sostituita da quella del “walker”, il camminatore. In questa sua scelta non vede una perdita economica ma più che altro un guadagno umano, in termini di rapporti, che conduce ad una scelta più consapevole.






