È un’Italia che continua a scrivere la storia della pizza nel mondo, ma che questa volta lo fa a braccetto con New York. Francesco Martucci de I Masanielli di Caserta e Anthony Mangieri con Una Pizza Napoletana di Manhattan sono i vincitori ex aequo della 50 Top Pizza World 2025, la classifica che ogni anno incorona le migliori pizzerie del pianeta. Un ritorno e una conferma: dopo un anno di rincorsa, Martucci torna sul gradino più alto insieme a Mangieri, simbolo della tradizione napoletana esportata oltre oceano.
Sul podio, a completare la fotografia di un panorama sempre più globale, ci sono The Pizza Bar on 38th di Tokyo e Leggera Pizza Napoletana di San Paolo, Brasile. Mai un podio così internazionale e sorprendente. La top ten di quest’anno segna un cambio di passo.
Quarto posto ex aequo a Confine di Milano e a Diego Vitagliano con la pizzeria che porta il suo nome a Napoli, una retrocessione che ha destato qualche stupore in sala. Quinto posto invece per Napoli on the Road di Michele Pascarella a Londra, già vincitore nella classifica europea.
Sesto posto a Seu Pizza Illuminati di Roma, settimo a I Tigli di San Bonifacio (Verona). A seguire, Baldoria di Madrid all’ottavo posto, Pizzeria Sei di Los Angeles al nono e Tony’s Pizza Napoletana di San Francisco al decimo.
Una top ten che introduce una lista di nomi dal respiro davvero globale, con Paesi che — a memoria — non erano mai comparsi nella 50 Top Pizza World: dal Brasile al Perù, passando per l’Argentina fino all’India. La conferma che la pizza di qualità non ha più confini e che sta cambiando profondamente la cultura gastronomica mondiale, perché questi pizzaioli stanno contribuendo a diffondere conoscenza e competenza sul nostro piatto nazionale più celebre.
Lo hanno sottolineato tutti sul palco della premiazione, che quest’anno ha dedicato uno spazio speciale a Nico Acampora, fondatore di PizzAut. Il suo intervento è stato toccante e diretto, come lo sono sempre le sue parole: “Mi avvicino a voi, da cui ho solo da imparare”, ha detto rivolgendosi ai 100 migliori pizzaioli del mondo.
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“PizzAut è un progetto strano, facciamo lavorare solo ragazzi autistici. Ne ho assunti 41, tutti a tempo indeterminato. Ragazzi che sarebbero costretti a stare in un centro per ragazzi handicappati e che ora hanno un futuro. Con noi c’è un ragazzo che fino a qualche anno fa si dava forchettate in testa. Ora serve ai tavoli e prende le comande. Io non sono un grande pizzaiolo, sono solo un papà di un ragazzo autistico. Voi che fate la pizza più buona del mondo, potreste fare la differenza: basterebbe un ragazzo autistico per ogni pizzeria, quante vite cambiereste?”.
Una standing ovation ha chiuso il suo intervento, ricordando che la pizza non è solo eccellenza gastronomica, ma anche strumento di inclusione e di speranza.






